Spionaggio e corse truccate la giustizia all'acqua di rose

Quella del "test-gate" della Mercedes è solo l'ultima fra le brutte figure rimediate dalla Formula 1 al cospetto del popolo dei propri appassionati. Già nel 2007, come in un film di 007, il Circus dorato dell'automobilismo si è trovato coinvolto in una complessa vicenda di spionaggio. La parte del cattivo venne allora recitata da Nigel Stepney, capo meccanico della Ferrari, che per una ripicca interna svelò al suo collega-rivale della McLaren, Mike Coughlan, i progetti della F2007, cercando anche di sabotare le vetture di Kimi Raikkonen e Felipe Massa nel Gp di Monaco con la famosa "polverina bianca". La scuderia di Woking, che aveva copiato i progetti della Rossa, venne multata di 100 milioni di dollari e le vennero tolti tutti i punti del Mondiale costruttori. Due anni dopo altro scandalo tra i box. Era il 30 marzo 2009 quando il tabloid inglese "News of the World" pubblicò alcune foto compromettenti del presidente della Fia, Max Mosley. Il britannico, 68 anni, era stato l'organizzatore di un'orgia a Londra con cinque prostitute a sfondo sadomaso e nazista. Nel video incriminato si vedeva nitidamente Mosley nel ruolo del prigioniero di un lager e poi in quello di un comandante delle Ss. La Fia, in un'assemblea straordinaria, arrivò a confermargli la fiducia senza costringerlo alle dimissioni. Ma la sua immagine, da quel momento, rimase infranta per sempre. Passano pochi mesi e arriva il "Crash-gate". Il 30 agosto 2009 la tv brasiliana "Tv Globo" annunciò che Nelson Piquet Jr. aveva causato deliberatamente un incidente nel Gp di Singapore 2008 per favorire il compagno di scuderia Fernando Alonso. L'inchiesta della Fia sancì la colpevolezza del pilota brasiliano, ma anche del team principal della Renault, Flavio Briatore (radiato a vita dal Circus, poi la sentenza è stata annullata per irregolarità formali ma mantenuta comunque esecutiva) e dell'ingegnere capo Pat Symonds (sospeso per cinque anni, e anche questa sentenza ha fatto la fine di quella di Briatore). La casa francese venne squalificata per due anni con la condizionale, perse tutti i suoi sponsor principali ed ebbe un durissimo contraccolpo a livello di immagine. Il 20 giugno scorso, in occasione delle prove segrete di Mercedes e Pirelli, a occuparsi della vicenda è stato il tribunale internazionale della Fia, per la prima volta impegnato in un processo dall'anno della sua costituzione, nel 2010. Prima di allora i "gate" della Formula Uno venivano discussi al World motorsport council. Cristiano Marcacci ©RIPRODUZIONE RISERVATA