Alla Scala: «Ridateci gli spazi comuni»
PAVIA Un anno di progetti dell'Aler e delle associazioni al rione Scala hanno fatto rinascere il quartiere: l'oratorio chiuso da anni ha ospitato un centro estivo di due settimane, cortili e parco si sono animati con merende, laboratori di musicoterapia e di teatro, e poi assistenza domiciliare, aiuto e supporto agli adolescenti con "Il Baricentro". Ma i residenti ora chiedono di riavere gli spazi sociali non più accessibili: «L'unione fa la forza – spiega Patrizia Milani dell'Aps alla Scala – e l'abbiamo visto con la riapertura dell'oratorio ai bambini, le merende al parco, gli spettacoli in collaborazione con le associazioni. Ma mancano gli spazi per socializzare, il centro civico del quartiere fatto dal Comune è stato affittato ai privati, l'Aps con i suoi 140 soci è relegata in una saletta, l'ex sala del quartiere è disponibile solo se il Comune non l'ha affittata ad altri». «Noi siamo disponibili a collaborare con Aler e associazioni – dice Luigia Sacchi – La festa dei vicini l'abbiamo sempre fatta, ma quest'anno grazie alle associazioni, è stato bello vedere le famiglie». La Scala è al centro di due progetti per la socialità promossi da Aler e finanziati da Fondazione Cariplo e Regione Lombardia con 15mila euro, a cui Aler aggiungerà altri 6mila euro per le associazioni Babele, Ci siamo anche noi, Cessme, Calypso, Synodeia, Agape. «Siamo contenti di quest'attenzione dopo anni di abbandono», dice Antonio Lo Conti, residente. Spiega il presidente Aler Roberto Rampini «Da un anno abbiamo attivato l'ufficio integrazione e socialità e avviato la collaborazione col Csv e le associazioni». «Abbiamo fatto assemblee in tutti i caseggiati – spiega il direttore Alfonso Mercuri – alla Scala nelle 365 case popolari vivono 700 persone tra cui 90 bambini e 280 ultrasessantacinquenni. Per l'anno prossimo continueranno le attività». anna_ghezzi ©RIPRODUZIONE RISERVATA