Tevez è della Juve Torino lo accoglie da grande campione
La Juve si gode Carlitos Tevez, ingaggiato con un blitz in quel di Manchester che ha spiazzato i concorrenti, primo fra tutti il Milan, sbarcato in Italia per le visite mediche. I dirigenti, che ambivano da mesi e mesi all'argentino, sono rimasti a mani vuote e adesso vanno a caccia di un top player che valga l'Apache. I nomi che circolano non sono all'altezza: Keisure Honda (c'è l'Everton), per il quale il club rossonero avrebbe avanzato un'offerta al Cska Mosca, non è un attaccante e quella che porta a Kakà non appare percorribile. Resta lo juventino Matri, come Quagliarella sul punto di lasciare Torino, che piace molto ad Allegri. C'è chi indica anche una trattativa segreta con Vucinic. La Lazio ha ufficializzato il centrocampista del Santos, Anderson. L'Inter avrebbe raggiunto l'accordo con Isla. TORINO «Sono contento di essere qui. La Juventus mi ha voluto più del Milan». Sono le prime parole di Carlos Tevez nella nuova dimensione di centravanti della Juventus, anche se gli è stata proposta la maglia numero dieci di Del Piero. La giornata italiana dell'argentino era cominciata con un bagno di folla alla Malpensa, dove è sbarcato: ci è voluto un rigido cordone di agenti per proteggerlo dai fan bianconeri. Poi la corsa a Torino, dove ha ricevuto un'accoglienza da campione celebrato prima dal presidente Agnelli, circondato dall'intero staff e poi dai tifosi, che si erano radunati davanti alla sede. Nel Palazzo, cioè la sede di corso Ferraris, Tevez ha trovato a stringergli la mano anche l'ad Marotta, l'uomo che è riuscito a portarlo alla Juventus con il prezioso Fabio Paratici. Il momento clou è stato il classico saluto dal balcone ad un gruppo di 200 tifosi assiepati nel viale. Agnelli è rimasto nelle retrovie, con la solita discrezione, ma era visibilmente soddisfatto. Marotta in precedenza aveva sottolineato l'entusiasmo della gente già registrato all'aeroporto, segno che la sintonia tra i tifosi e la dirigenza è ottima, nonostante la politica di contenimento dei costi. Presumibile anche l'entusiasmo di Antonio Conte fresco sposo, che aveva indicato proprio in Tevez il preferito nella lista dei grandi attaccanti. I due non si sono ancora incontrati direttamente e lo faranno probabilmente oggi quando il giocatore sarà impegnato, in gran parte alla clinica Fornaca, negli esami medici di rito. A rendere la pillola ancora più dolce per i tifosi, l'impressione di aver soffiato il giocatore al Milan, che è stato fino alla fine concorrente di mercato. Non a caso, la dichiarazione di Tevez è andata proprio in questa direzione, premiare chi di più ha creduto in lui. Nei commenti dei tifosi, Milan a parte, un pensiero univoco: la Juventus con questa operazione si è notevolmente rafforzata. Rapidissima anche la decisione, già evidentemente pensata prima, di affidargli la maglia con l'eredità più pesante, quella di Alessandro Del Piero. I due non sono simili calcisticamente, ma può unirli il segno della classe e il simbolo di un campione, il primo in attacco, che la Juventus è tornata ad acquistare dopo l'addio di Alex. Le voci (poi smentite dall'interessato) di una richiesta di Vidal per la maglia più prestigiosa sono dunque solo un ricordo, così come è stata una illusione di un istante per Giovinco l'eredità del signore degli scudetti.