Emanuele, Andrea e Olsi, tre amici si stringono forte la mano
L'aula magna del liceo è colma di ragazzi più di quanto sarebbe la sua effettiva capienza, ma la tradizione vuole che il primo giorno di scuola gli studenti si riuniscano tutti qui per assistere alla cerimonia della consegna dei premi relativi all'anno scolastico precedente. Premi sportivi e letterari, le olimpiadi di matematica e i corsi di lingua, le borse di studio intitolate agli allievi scomparsi e le migliori pagelle. Il preside chiama ad uno ad uno i premiati delle varie categorie e la sala risponde con un applauso più o meno convinto. Ma quando viene assegnata la borsa di studio per l'allievo più meritevole tutti scattano in piedi e l'applauso è davvero spontaneo e scrosciante. Solo Andrea ed Emanuele restano seduti, in fondo alla sala, mentre Olsi l'attraversa e si avvicina, emozionato, al preside per ritirare il riconoscimento. Esattamente un anno fa Emanuele era in questa stessa aula ad assistere alla medesima premiazione, ma Andrea e Olsi erano ancora persone a lui sconosciute. Andrea sarebbe arrivato il giorno seguente dopo un repentino trasferimento da Milano. Dalla grande città alla provincia, così, in un giorno. Una provincia a lui sconosciuta, ma che presto avrebbe apprezzato. Olsi, invece, l'anno scorso se ne stava ancora, nella sua modesta casa di Elbasan in Albania, seduto davanti alla vecchia tv in bianco e nero a guardare, su Rai International, ciò che pareva essere un mondo così geograficamente vicino e così culturalmente lontano. Poi, improvvisamente, il padre dice che si va in Italia. Il fratello è da alcuni anni in una piccola cittadina e forse ha trovato lavoro anche per lui. Poche cose in valigia e via: non è il gommone ma un treno che li porta nel Bel Paese. Giunto a Vigevano, Olsi è convinto che anche per lui ci sarà un lavoro per contribuire al sostentamento del resto della famiglia, la madre e altri tre fratellini rimasti in Albania. Ma suo padre sa quanto il ragazzo abbia potenzialità e "investe" su di lui, iscrivendolo al liceo cittadino. In quella mattina di settembre, nella segreteria dell'istituto, avviene il primo incontro tra Andrea, appena giunto da Milano. Vengono entrambi assegnati alla classe dove già c'è Emanuele. Presentati alla classe dal preside, vengono fatti accomodare nel banco triplo dove siede Emanuele. Il problema della lingua è il primo; un conto è ascoltare programmi televisivi e un altro è seguire una lezione in aula. Ma questo problema è quello che fa scattare il "primo contatto". Emanuele e Andrea invitano Olsi a studiare con loro di pomeriggio. Beh, si sa, studiare poco e chiacchierate tanto! Ma questo aiuta il ragazzo di Elbasan ad imparare rapidamente e presto la situazione si ribalta: Olsi è più rapido degli altri due nell'apprendimento e il loro prima buono e poi ottimo rendimento scolastico dipende in gran parte dagli stimoli e dai suggerimenti del giovane albanese. Insegna loro persino un po' della sua lingua, l'idioma della sua amata Shqiperia e loro lo portano a fare sport e piccole gite. A marzo c'è la gita scolastica e i due chiedono ai rispettivi genitori di contribuire alla quota di Olsi perché non lo vogliono assolutamente lasciare a casa. Ma anche Olsi aveva preventivamente affrontato il problema e, di nascosto dagli amici e dal padre, aveva trovato da due mesi un lavoretto per procurarsi il necessario. In gita si va, tutti! Poi, ultimo mese di studio molto tirato per concludere bene l'anno scolastico. Ma, proprio l'ultimo giorno di scuola, Olsi è triste; suo padre gli ha appena comunicato che si trasferiranno subito in Belgio per un lavoro più importante ed economicamente conveniente. "Per ora veniamo con te, poi si vedrà" è la pronta risposta degli amici che ottengono facilmente il permesso dai genitori per passare le loro vacanze alla periferia di Anversa. Un altro treno, questa volta con due passeggeri in più, per aiutare Olsi ad inserirsi, ancora una volta, in un nuovo mondo. Sono giorni allegri perché si sta insieme, in vacanza, ma sono pure giorni tristi, perché sono gli ultimi insieme. A Vigevano, però, i genitori dei due ragazzini italiani si sono mossi; hanno esposto il caso ad un loro amico imprenditore e, a fine luglio, arriva la notizia ad Anversa: c'è un buon posto di lavoro per il papà di Olsi e, volendo, anche per la mamma. Agosto di movimenti: si torna, tutti, amici italiani compresi, in Albania a prendere il resto della famiglia; si prepara, tutti insieme, la nuova casa a Vigevano e … ci si iscrive di nuovo al liceo. E mentre Olsi ritira il suo premio, che forse spetterebbe a tutti e tre, Andrea ed Emanuele si stringono, forte, la mano. Massimo Ripamonti