IL COLONNELLO CHE SI PORTA VIA SEMPRE TUTTO

di STEFANO TAMBURINI Quanto sarebbe bello potersi soffermare sulla bellezza di un dribbling, sulla gioia per un gol e su questa sfida che ha messo di fronte nove titoli mondiali, che è storia del calcio più di tutto il resto del calcio. Eppure stavolta non possiamo farlo, perché Italia-Brasile non è stata solo una partita; si è giocata in uno stadio sotto assedio, con l'esercito a proteggere lo show in un Paese che quello show lo ama come poco altro al mondo. Quel che a prima vista potrebbe sembrare incredibile accade perché gran parte delle ingiustizie sociali che hanno altre origini vengono identificate con le spese folli, gli sprechi e la corruzione legate al Mondiale in arrivo. Il Brasile, nel 2007, quando ha accettato di organizzarlo, ha messo in preventivo una spesa di poco più di 10 miliardi di dollari; oggi sono già lievitati a più di 13 ma è certo che non sia finita qui. E comunque vada questa cifra è tre volte superiore a quella che è stata necessaria ai tedeschi per i Mondiali 2006 o ai sudafricani nel 2010. Troppe le cose che non tornano – a partire dai quasi 500 milioni di imposte che la Fifa non pagherà – e per capire meglio è molto istruttiva una dichiarazione dello scorso 24 aprile del segretario generale della Fifa, Jerome Valcke: «Dirò qualcosa di pazzesco, ma meno democrazia è meglio per organizzare un Mondiale. Quando c'è un capo di Stato forte che può prendere decisioni autonomamente, così come potrà fare il presidente russo Vladimir Putin, tutto è più facile». Bene, il Mondiale del 2018 si farà in Russia dove si sa come trattano quelli che non sono troppo d'accordo col capo. Nel 2022, poi, si andrà in Qatar e anche lì a organizzar cortei non si campa molto. Scelte mirate, certo, e fatte con un anticipo inusuale, comunque graditissime al segretario Valcke e al suo capo, Joseph Blatter, un ex colonnello svizzero che è lì dal 1998, uno che il pelo sullo stomaco ce l'ha da prima che il termine venisse coniato. Uno che ormai – come ha spiegato l'ex campione del mondo verdeoro, Romario – «viene, arma il circo, non spende niente e si porta via tutto». La ricetta è semplice: prendere a tanti, anche a chi non ha quasi niente, per dividere fra pochi. Senza troppe rotture di scatole come i controlli accurati sui conti e, appunto, la democrazia. Ecco: come si fa a parlare di gioco quando il vero gioco, purtroppo, è un altro? @s__tamburini ©RIPRODUZIONE RISERVATA