«Stato di calamità per l'agricoltura pavese»

di Gabriele Conta wPAVIA La produzione è crollata di oltre il 30 per cento. E anche la qualità rischia di essere seriamente compromessa. L'agricoltura pavese è in ginocchio, messa a dura prova dalle incessanti piogge primaverili e dall'improvviso caldo africano. «Il governo deve riconoscere lo stato di calamità naturale per tutta la Lombardia», dice Alan Ferrari, deputato del Partito democratico che ha presentato una risoluzione nella commissione parlamentare che si occupa di agricoltura. Chiedendo anche che per i coltivatori venga differito il pagamento delle tasse. Ieri infatti alla Camera dei deputati è stato votato il disegno di legge sulle emergenze ambientali. E tra queste, sostengono i parlamentari del Pd, deve essere inserita anche l'agricoltura. «Le continue precipitazioni hanno provocato danni pesanti l'agricoltura di tutto il nord Italia, compresa anche quella della provincia di Pavia, già colpita dalla siccità dell'estate 2012 – sottolinea Ferrari –. Per gli agricoltori chiediamo al governo la sospensione del versamento dei contributi previdenziali e assistenziali propri e dei lavoratori dipendenti, oltre al differimento del termine per gli adempimenti degli obblighi tributari». Da Coldiretti, che si era già attivata con la Regione per lo stesso motivo, arriva un plauso all'iniziativa. «Accogliamo con piacere questa proposta, e speriamo davvero che venga accolta – dice infatti Giovanni Roncalli, direttore di Coldiretti Pavia – .L'agricoltura pavese sta soffrendo: i danni sono pesantissimi, dal mais al riso e fino alla frutta. Abbiamo stimato che la produzione subirà un calo tra il 30 e il 40 per cento, per non parlare delle lavorazioni che hanno dovuto essere ripetute e alle sementi che hanno dovuto essere ricomprate, e fino alle patologie fungine che si sono sviluppate con l'umidità eccezionale registrata fino all'altro giorno».