«Ragioneria Stato, sprecati 100mila euro»
Piena disponibilità a monitorare i nuovi assetti organizzativi per eventuali correttivi ma la riforma della geografia giudiziaria che entrerà in vigore il prossimo 13 settembre non si ferma: lo ha detto ieri il ministro Annamaria Cancellieri. Saranno soppressi e accorpati 31 tribunali e relative procure e 220 sezioni distaccate di tribunale, nonchè 667 uffici del giudice di pace. Non saranno soppressi invece gli uffici del giudice di pace non circondariali. PAVIA Si parla di accorpare i tribunali per risparmiare in tempi di revisione della spesa pubblica, ma poi la Ragioneria di Stato a Pavia ha due sedi per 32 dipendenti e paga due affitti. «Se si unificassero si risparmierebbero almeno 100mila euro all'anno», spiega Omero Caiello, Fp Cisl, che ha scritto all'amministrazione centrale per chiedere che si riprendano le pratiche per l'accorpamento degli uffici del ministero dell'Economia. «Il motivo è semplice – spiega – siamo in periodo di tagli e accorpamenti, ma prima di passare a ridurre il personale si dovrebbero ridurre gli sprechi». La Ragioneria dello Stato di Pavia si trova tra la ex sede della direzione territoriale dell'economia e delle finanze soppressa nel 2011 in viale Indipendenza 9 e la sede storica della Ragioneria dello Stato in corso Mazzini 18. «L'immobile di viale Indipendenza è privato, con rilevanti costi di affitto a cui bisogna aggiungere le spese condominiali, mentre quella della sede storica di corso Mazzini è di proprietà del Fondo immobili pubblici e ha costi molto inferiori – scrive Caiello –. Il precedente direttore aveva pensato la riunificazione in viale Indipendenza come da indicazioni dell'amministrazione centrale, poi è arrivato un nuovo direttore e tutto si è arenato. Nei primi mesi del 2012 l'amministrazione centrale, su impulso dell'agenzia del Demanio di Milano, ha inviato un richiamoper i costi eccessivi della sede di viale Indipendenza e spazi esagerati rispetto al numero di dipendenti, e invitato Pavia a unificare la ragioneria in corso Mazzini. «Ma la dirigente ha frapposto una serie di circostanze sulle condizioni precarie dell'immobile che non consentirebbero l'unificazione. Basterebbe imbiancare e lucidare i pavimenti, ma la situazione è ancora in stallo, con un aggravio economico che si continua a protrarre nel tempo», accusa Caiello. Gli stessi lavoratori, costretti a far la spola tra gli uffici, hanno scritto all'amministrazione centrale. «Pavia ha perso l'Arsenale e la Banca d'Italia – chiude Caiello – non è il caso di insistere con gli sprechi e rischiare altri tagli». anna_ghezzi ©RIPRODUZIONE RISERVATA