Mortara, bivacchi nei capannoni ex Sit «Segnalazioni inutili»
Il degrado nell'area ex Sacic-Sit non è l'unico caso a Mortara di ex siti industriali abbandonati e diventati ormai "terra di nessuno". Anche nell'azienda meccanica Nuova Zarine di strada Pavese, dove è scoppiato un incendio proprio un anno fa, si registrano casi di stranieri, europei e africani, che già in passato sono stati visti bivaccare nelle notti dei mesi caldi nei capannoni non più utilizzati. La fabbrica, che si estende per 11 metri quadrati, è abbandonata da una decina d'anni. MORTARA La fabbrica abbandonata è diventata la casa abusiva degli "invisibili". Non c'è una stima precisa, ma, soprattutto nei mesi più caldi, sono diverse le persone - per lo più straniere - che vivono all'interno dei capannoni della ex Sit-Sacic, l'enorme fabbrica del legno dell'imprenditore mortarese Alessandro Colli, rilevata poi dal colosso mantovano Saviola. Da una quindicina d'anni si è fermata la lavorazione all'interno degli oltre 15mila metri quadrati di capannoni che sono a lato della circonvallazione esterna di Mortara e che si estendono a lato di via Martiri di Lidice, non lontano dalle scuole elementari e dall'istituto superiore agrario. La Sit infatti si è trasferita nella zona del polo logistico di Mortara, all'estrema periferia della città in direzione di Castello d'Agogna. Il vecchio stabilimento a ridosso dell'abitato di Mortara però è rimasto lì. Solo una piccola parte, quella ora adibita a magazzino tecnico del Comune e che potrebbe diventare anche sede degli uffici dell'Asl, è ancora usata. Il resto dello stabilimento, vasti capannoni che si affacciano sui piazzali esterni dove erano ammassati i tronchi, è invece abbandonato. Sono tanti i segni di vita dentro i capannoni, oltre ai graffiti dei writer: mozziconi, lattine, bottiglie e confezioni di plastica vuote la fanno da padrone sui vasti pavimenti dove fino a vent'anni fa si lavorava il legno truciolare. Il sospetto, ma al momento è solo tale, è che nel buio notturno si possano svolgere anche attività illegali come lo spaccio di droga. Una situazione che è ben nota a Mortara, almeno tra i residenti della zona e tra i vertici dell'amministrazione comunale di Marco Facchinotti e del gruppo Saviola, che è ancora proprietario dello stabilimento. «Sappiamo che c'è gente che entra in quei capannoni e non ne siamo felici - sottolinea il dirigente della Sit di Mortara Angelo Ravioli -. La nostra volontà e il nostro impegno, per il quale impieghiamo anche delle risorse, è quello di evitare che delle persone entrino lì dentro, però non possiamo sorvegliare 24 ore al giorno. Abbiamo segnalato tutto anche alle forze dell'ordine». «Sappiamo di queste situazioni che si ripetano da tempo negli ultimi anni - fa eco l'assessore comunale alla Sicurezza Elio Pecchenino - Più volte abbiamo segnalato alla prefettura le persone che gravitano intorno alla fabbrica, però non sono state espulse perché non sono pericolose». Ma il futuro di quest'area industriale in disuso qual è? «Vogliamo venderla - confermano i vertici della Sit - però con la crisi che c'è, chi compra un'area così vasta per una riqualificazione industriale o civile?» Sandro Barberis