Grillo ora vuole cacciare la senatrice Paola Pinna
ROMA Il giorno dopo il via libera dell'assemblea Cinquestelle all'espulsione di Adele Gambaro (su cui la Rete deve ancora esprimersi per la ratifica definitiva), in M5S il clima si fa sempre più pesante. E a 24 ore dalle riunioni-fiume che hanno portato all'espulsione della dissidente bolognese, ieri si è aperto un nuovo caso: quello della deputata Paola Pinna. «Colpevole» anche lei di aver espresso critiche e di aver parlato di un «clima di psico-polizia». E se lei continua a ripetere di «non voler lasciare il gruppo», il suo collega Andrea Colletti ha chiesto, con una mail inviata al capogruppo alla Camera Riccardo Nuti, che venga avviata la procedura per la sua espulsione «a seguito dell'intervista rilasciata a La Stampa». Il clima nel Movimento è sempre più plumbeo. Ieri mattina a gettare benzina sul fuoco era stata l'ex capogruppo alla Camera, Roberta Lombardi che ha partecipato insieme ad una cinquantina di parlamentari ad una manifestazione pro-Grillo organizzata davanti a Montecitorio. «Paola Pinna... Chi?» ha detto ai giornalisti. Poi sulla sua pagina Facebook ha postato un altro duro attacco alla deputata sarda: «Non abbiamo mai visto questa persona alle nostre assemblee - scrive la Lombardi - molti di noi non sapevano neppure della sua esistenza». Ha usato invece l'ironia il senatore Lorenzo Battista, uno dei 42 parlamentari che lunedì pomeriggio ha votato contro l'espulsione di Adele Gambaro. Intervistato durante la trasmissione di Radio2 "Un giorno da pecora" alla domanda se, visti gli ultimi problemi nel Movimento, c'è il rischio di una scissione, ha risposto: «No, assolutamente no». E sull'espulsione della sua collega Paola Pinna: «Non credo che sarà espulsa, altrimenti qua... ne resterà soltanto uno», ha detto ironico Battista, che, poi, ha anche duettato con la cantante Arisa sulle parole dell'inno M5S. E' andato giù duro Nicola Morra, portavoce al Senato e capo della corrente dei "falchi" insieme a Vito Crimi e Manlio Di Stefano. «Possono essere tante le ragioni di disagio per chiunque, ma nessuno obbliga nessuno a restare nel M5S. Se la collega reputa di doversi trovare di fronte ad una scelta tra libertà o servitù neppure io esiterei a scegliere...». E mentre sulla Rete, come un rito ormai scontato, è già iniziato il tiro al bersaglio contro Paola Pinna, una quindicina di deputati starebbero preparando un nuovo statuto in vista di una scissione. Tensione altissima anche tra i parlamentari Cinquestelle e i cronisti. Ieri tre deputate grilline incrociando un gruppo di giornalisti che chiedevano alla deputata Pinna se era vero che lei stesse lasciando il gruppo, la collega Dalila Nesci ad alta voce ha urlato: «Guarda questa qui che si confessa con questi qui pubblicamente». Il processo è già iniziato.