Causa persa, Trenitalia non paga

di Claudio Malvicini wVIGEVANO Hanno ragione, ma i soldi non li hanno ancora visti. Il 26 febbraio nove pendolari hanno vinto la causa contro Trenitalia per i disagi del 2009 sulla linea Milano-Mortara, ma a distanza di quattro mesi nessuno di loro ha ricevuto i mille euro previsti dal giudice di pace. Mille euro a testa per i ritardi, i convogli soppressi, le carrozze in condizioni spaventose: un servizio giudicato non conforme agli standard previsti dal contratto firmato da Trenitalia e Regione Lombardia. Quattro cause erano partite nel 2010, con 40 pendolari decisi a farsi valere di fronte ai giudici di pace per i continui disservizi, ma solo una per ora è arrivata a sentenza e Trenitalia ha già deciso di appellarsi al tribunale di Vigevano per non pagare (nel febbraio del 2014 la prima udienza). «Trenitalia però dimentica che la sentenza del giudice di pace è esecutiva – dice Marina Pedrabissi, avvocato dei nove pendolari –. In pratica avrebbe dovuto pagare e poi rivalersi, in caso di sentenza favorevole. Invece non hanno mai pagato». Ma c'è stato un lungo carteggio per arrivare fin qui. «A marzo – spiega Pedrabissi – Trenitalia scrive che sarebbe stata Trenord a pagare perché avevano un accordo interno», perché ora è Trenord a gestire il servizio. «Il 2 maggio ci arriva una lettera in cui Trenord dice di aver "predisposto i mandati di pagamento" – spiega l'avvocato dei pendolari –. Ci aspettavamo che tutto si sarebbe risolto in fretta, invece non andata è così. Qualche giorno dopo telefono a Trenord e scopro che la società ha cambiato idea perché nel 2009 Trenord ancora non esisteva ed era Trenitalia a gestire il servizio. Allora chiamo l'avvocato di Trenitalia e scopro che non vogliono pagare in attesa del ricorso».