«Multe a Bereguardo, contratto irregolare»

di Gabriele Conta wBEREGUARDO Per ogni multa staccata dal tutor di Bereguardo, alla ditta proprietaria dell'apparecchio va una somma tra i 18 e i 40 euro. E questo non si può fare, dice il giudice di pace di Pavia nella sentenza con cui l'altro giorno ha annullato una multa che era stata contenstata da Federconsumatori tramite l'avvocato Anna Fassardi. «Si verifica una commistione dell'interesse privato con quello pubblico», scrive il giudice Giuseppe Casale nella motivazione della sentenza, perché «maggiori sono le somme incamerate dal Comune e più alta è la remuneratività in favore della ditta privata». Le motivazioni della sentenza sono state depositate soltanto l'altro giorno. «Il Comune di Bereguardo ha stipulato un contratto in base al quale è tenuto a corrispondere alla ditta proprietaria dell'apparecchiatura non solo un canone mensile di 22mila euro – scrive il giudice di pace – ma anche un compenso per ogni accertamento effettuato oltre i mille». Questo compenso varia a seconda del tipo di verbale, passando dai 18 ai 25 euro, per arrivare in certi casi fino ai 40. «Pertanto – scrive ancora il giudice – questo sistema di remunerazione non è conforme», citando poi una legge del 2010 e una sentenza della Corte di cassazione. Ora i consumatori esultano. «Una premessa del genere ci fa pensare che anche tutti gli altri ricorsi da noi presentati non potranno che essere accettati», diceva già nei giorni il presidente di Federconsumatori Mario Spadini, dopo che la multa contestata era stata annullata e prima ancora che si conoscessero le motivazioni della sentenza. «Prendo atto della decisione del giudice e rispetto la sentenza – dice Roberto Battagin, sindaco di Bereguardo – ma che allora ci dicano cosa dobbiamo fare, perché contratto o non contratto qualcuno ha sicuramente superato la velocità consentita in quel punto». Il Comune ora potrebbe contestare la decisione presa dal giudice di pace di Pavia. «Al momento stiamo valutando il da farsi, per procedere poi con la scelta più opportuna – dice l'avvocato Massimiliano Cantarella, legale dell'amministrazione comunale – ma non condivido questa decisione del giudice di pace, anche sulla scorta di una pronuncia del tribunale di La Spezia». In un caso simile, infatti, i giudici liguri avevano detto che, se c'è una violazione del limite di velocità l'automobilista non può eccepire eventuali incongruenze nel contratto stipulato dal Comune con la ditta proprietaria dell'autovelox. «La stessa prefettura di Pavia riconosce che il nostro contratto è perfetto – dice ancora il legale – e che il canone di locazione è fisso e determinato».