Sfratti, giorni caldi Corteo e striscione a casa dell'assessore

Domani sera alle 21 torna a riunirsi il Consiglio comunale. Sarà una serata dedicata interamente a instant question e interpellanze. Tra gli altri argomenti, si tornerà a parlare di gioco d'azzardo (per iniziativa del consigliere Pd Francesco Brendolise), dei lavori in via villa Serafina (consigliere Pd Lazzari) e della manutenzione degli impianti di riscaldamento negli edifici pubblici in risposta a un'interpellanza formulata da Walter Veltri, consigliere della lista «Insieme per Pavia». PAVIA Aveva per due volte chiesto un duplicato della patente, dicendo di averla persa. Ma era solo un modo per poter riottenere il documento ritirato oltre due anni fa per guida in stato di ebbrezza. Un 48enne residente a Pavia è stato denunciato dalla polizia locale per truffa, falsità ideologica e inottemperanza a un provvedimento legalmente dato dall'autorità. Lo scorso maggio arrivano ai vigili i documenti della sospensione della patente del 48enne, dopo un incidente del 2011 in cui era risultato in stato di ebbrezza. Viene convocato al comando, ma appena capisce il motivo scappa. I vigili lo cercano a casa più volte, fino al 25 maggio. La polizia locale inizia a fare delle ricerche e trova le denunce di smarrimento della patente. La prima risale al giugno 2011, la seconda al maggio 2012. Secondo la polizia locale l'uomo avrebbe dichiarato il falso, proprio perché il documento di guida risultava ritirato. Il 48enne era stato trovato in stato di ebbrezza altre volte. Ñel 2009 era stato fermato in via Fasolo. Non gli avevano ritirato la patente perché aveva dichiarato di non averla, ma da accertamenti era poi emerso che la patente gli era già stata revocata nel 2008. di Maria Fiore wPAVIA Proteste, veleni e accuse nella giornata della manifestazione per il diritto alla casa organizzata dall'Assemblea pavese. Un'ora prima che il corteo partisse dal piazzale della stazione i carabinieri sono intervenuti a casa dell'assessore ai servizi sociali Sandro Assanelli. Sulla porta a vetri, all'ingresso del palazzo in cui abita, in via Boccaccio, alle 14 di ieri è comparso uno striscione, con una scritta di colore rosso e nero: "Denunci, licenzi, sgomberi. Se questo è un cristiano". Il cartellone, incollato con del nastro adesivo, è stato rimosso solo dopo i rilievi degli investigatori. La scritta non contiene, a prima vista, una minaccia esplicita, ma il tono non è piaciuto al destinatario e ha suscitato l'indignazione di molti. «Stiamo parlando di casa mia, dove abita anche la mia famiglia , ed è ovvio che questo non fa piacere – dice l'assessore Assanelli –. E' come essere individuati. Non c'è una minaccia diretta, ma per me è comunque un messaggio intimidatorio». Solidarietà anche dal vice presidente del Consiglio comunale Sergio Maggi: «Un atto vergognoso». Assanelli, che non ha alcun dubbio sul legame con la questione degli sfratti, prova a interpretare il significato della scritta. Il riferimento è alla vicenda di Attila Loch, il muratore disoccupato che dopo essere stato sfrattato aveva occupato il 9 maggio scorso un appartamento del Comune al Crosione, vuoto perché inagibile. Pochi giorni dopo i servizi sociali gli avevano revocato la borsa lavoro e l'incarico di custode del dormitorio San Carlo. «La parola "licenzi" si riferisce a questa vicenda – dice Assanelli –. Ma il punto è proprio questo: non abbiamo licenziato nessuno, perché la borsa lavoro non è un posto di lavoro e può essere revocata se non ci sono più i presupposti per mantenerla, visto che era venuto meno il rapporto di fiducia. Non si possono legittimare comportamenti fuorilegge». Il nome di Assanelli è riecheggiato anche durante il corteo che dalla stazione ha raggiunto le case popolari al Crosione. «Assanelli fuori dal palazzo» è stato scandito dai manifestanti. Che hanno fatto tappa anche davanti alle palazzine di viale Golgi e via Tasso. Qualche contrasto con la polizia alla partenza, agenti anche davanti agli ingressi di alcuni complessi di case popolari. «Vogliono evitare che occupiamo gli alloggi sfitti – ha spiegato uno degli attivisti al megafono – ma continueremo a farlo, gli sgomberi non ci fermeranno». Come non hanno fermato, secondo quanto sostenuto dagli attivisti, altre cinque famiglie che in autonomia hanno occupato dopo essere state sfrattate, negli ultimi mesi, case lasciate vuote e sfitte da Comune e Aler in varie zone della città. (Ha collaborato Riccardo Catenacci)