Sannazzaro, via al progetto salute

SANNAZZARO Indagine epidemiologica, anno zero. La fase progettuale dello studio sulle patologie determinate dall'insediamento degli impianti petroliferi è stata avviata dal dipartimento di Sanità Pubblica e Neuroscienze dell'Università di Pavia su mandato dell'Eni, come prescritto dal decreto del ministero per l'Ambiente a seguito del rilascio delle licenze per i nuovi impianti di Eni Est. C'è un anno di tempo, da quando gli impianti entreranno in funzione (dunque tra poco più di un anno) perchè decolli la ricerca. «Un passo decisivo – conferma il sindaco Giovanni Maggi – per un impegno scientifico importante. Si conosceranno le patologie caratteristiche della nostra zona e si potrà garantire un controllo della situazione sanitaria generale». Maggi aggiunge: «Lo studio epidemiologico parte con la nascita di un'ipotesi progettuale che l'Università sta realizzando. Lo stesso piano d'intervento dovrà essere poi condiviso dagli altri partner scientifici e dalle parti istituzionali». L'Università, l'Asl, l'Arpa, l'Eni e i consulenti dei comuni di Sannazzaro e Ferrera saranno chiamati a condividere un percorso univoco, una sorta di modello di ricerca da applicare con continuità nel tempo. Dovrà essere innanzi tutto fissato il cosiddetto "bianco", cioè il parametro di confronto sulla situazione sanitaria (patologie caratteristiche e decessi): elemento indispensabile perché il controllo futuro possa rapportarsi allo stato iniziale dell'indagine con una verifica di come mutano nel tempo le condizioni della salute pubblica. «Le forze in campo – aggiunge il sindaco – sono altamente qualificate. I costi dello studio saranno a totale carico di Eni. Insomma, si è dato il via ad un impegno che il territorio attende da anni». In effetti, una prima analisi fu abbozzata quando era assessore all'ambiente Giovanni Magnani; poi tutto si arenò. A 50 anni dall'insediamento dell'Eni decolla finalmente l'indagine epidemiologica auspicata da tutti e mai realizzata. Paolo Calvi