Disoccupazione giovanile raddoppiata in un anno

«Non possiamo creare una generazione di scoraggiati in protesta, far studiare i giovani e poi dire che non c'è lavoro: solo 4 su 100 vogliono aprire un'attività nei prossimi 3 anni in provincia, sono 11 in Europa, dobbiamo rilanciare la speranza». Il presidente della Camera di Commercio Giacomo De Ghislanzoni dice che nei primi tre mesi del 2013 hanno chiuso quasi 100 aziende in più in provincia rispetto all'intero 2012 e che «quelle che devono avere milioni di euro dallo Stato non possono accedere ai fondi sbloccati perché hanno qualche debito contributivo». Ma guarda avanti: «L'agricoltura conta per il 17,5% del Pil provinciale, offre opportunità di lavoro e non c'è una facoltà di Agraria a Pavia: bisogna pensare seriamente di costituirla, come 50 anni fa con Economia». di Anna Ghezzi wPAVIA Pavia tra le province peggiori per crescita della disoccupazione, soprattutto tra i giovani d'età compresa tra i 25 e i 34 anni dove è passata dal 6,4% del 2011 al 14,7% del 2012. Oltre 2700 imprese in liquidazione o fallite, calano lievemente persino le aziende rosa che negli anni scorsi non avevano mai smesso di crescere. Infine, per la prima volta chiudono più aziende di quelle che aprono, e arrivano sotto quota 50mila (sono 49.793). L'economia pavese soffre ancora e il report presentato ieri alla Camera di commercio nella 11ª Giornata dell'economia definisce il 2012 «un anno pessimo», senza giri di parole come sottolinea Piero Mella, docente di Economia dell'università di Pavia: «la produzione industriale è calata del 3,5%, meno 300 imprese nell'artigianato, nelle costruzioni gli occupati sono calati dell'8%». Ma qualche segno positivo c'è: l'export ha registrato nel 2012 un +10%, tre volte il dato lombardo e nazionale, attestandosi sui 4 miliardi di euro e facendo guadagnare a Pavia la medaglia d'argento in Lombardia, seconda solo a Lodi. Chimica e metalmeccanica. Crescono le esportazioni metalmeccaniche (+19%) e dell'industria in generale (+17%), seguono quelle chimiche (8%): insieme questi settori costituiscono quasi l'80% del totale delle esportazioni. Il 13% dell'export invece è alimentare che però nel 2012 con l'agricoltura vede un notevole calo. Cosa esporta Pavia? Quasi 800 milioni di euro di medicinali e preparati farmaceutici, quasi 500 milioni di euro di macchinari, tra le altre cose. Ma se nel 2014 chiuderà la Merck, Sharp and Dohme questo dato è destinato a crollare: «La chiusura annunciata della Merck – ha sottolineato il presidente della Camera di Commercio Giacomo De Ghislanzoni Cardoli – è solo l'ultima di una lunga serie, basta guardare al numero di aree dismesse di Pavia, scheletri della deindustrializzazione, per ricordare che il tessuto produttivo della provincia ha subito una progressiva desertificazione negli anni. La sfida è mettersi in gioco con le reti d'impresa». Crescono le ditte straniere. Crescono meno di prima, meno che nel resto della Lombardia (in provincia +4,47%, in Lombardia oltre il 5%) e sono 4332, ma le imprese straniere sono un altro dei segni "più" del rapporto 2012: dal 2007, primo anno della crisi, sono cresciute del 35%. Gli imprenditori stranieri hanno dai 30 ai 49 anni per lo più, e uno su tre è nordafricano. Oltre una azienda su due è individuale, le società di capitale sono 1559 e crescono le cooperative (+15%), arrivate a quota 140. La vita costa di più. Il reddito medio dei pavesi è lievemente cresciuto tra il 2004 e il 2011, +1,7%, Ma la propensione al consumo è scarsa, 16.468 euro per famiglia: si spende per beni durevoli (in particolare veicoli, elettronica, pc e mobili per 4566 euro all'anno) e per servizi, soprattutto per pagare gli affitti. Ma il costo della vita è cresciuto del 2,1% in un anno. Sempre più disoccupati. L'occupazione cresce impercettibilmente, mentre il tasso di disoccupazione sale dal 5,8% del 2011 al 7,5%, il dato peggiore degli ultimi 10 anni che colloca Pavia al quarto posto tra le province peggiori in Lombardia per crescita della disoccupazione (+29,3%)dopo Lodi, Varese e Sondrio. Solo 7 persone su 100 di quelle che si sono affacciate sul mercato del lavoro l'anno scorso hanno trovato un impiego. In tutto i pavesi che cercano un lavoro sono cresciuti da 12.385 a 19732. Ciliegina sulla torta? Cala di 7 punti percentuali l'occupazione delle donne mamme (35-44 anni). Cresce, ma meno dell'1%, solo il numero di occupati nei servizi. A sferzare i rappresentanti del mondo imprenditoriale e associativo ci ha pensato Sebastiano Barisoni, caporedattore News di Radio 24: «E' vero, nel 2014 si prevede che l'economia pavese e italiana torni a crescere, ma a tassi intorno allo 0% che in altri periodi si chiamavano stagnazione: non si può pensare di tornare indietro ai valori e alla struttura produttiva precrisi, sono cambiati gli stili di consumo e i paesi emergenti non si limitano più a esportare componenti e importare le nostre macchine. Le aziende devono smettere di pensare che micro è bello, ma unirsi in reti d'impresa per esportare di più e meglio».