Vai col samba, con Brasile-Giappone si fa subito sul serio
di Alessandro Bernini La classe del Brasile, il moto perpetuo del Giappone. La storia e gli emergenti. Benvenuti alla Confederations Cup, macchina da soldi che però da oggi sfornerà anche calcio croccante. Si parte da Brasilia, la capitale, città spaccata tra sogni e problemi: oggi sono attesi 50.000 spettatori, ma intanto ieri 800 persone hanno creato barricate davanti allo stadio incendiando pile di pneumatici per protesta contro la gestione del denaro pubblico. Confederations o Mondiale, cambia poco: nazione che vai, contraddizioni che trovi. Il Brasile. I favoriti. Il Brasile, ha vinto tre volte la Confederations Cup cui ha partecipato sette volte, vincendo 18 delle 28 partite disputate e segnando 64 gol. Sembrano degli specialisti, anche se la cabala direbbe di non affezionarsi troppo a questa Coppa: chi l'ha vinta, poi non si è mai ripetuto nel Mondiale. «Uno dei match più duri della sua storia, per la pressione sulla nostra squadra e per i continui miglioramenti dei giapponesi», lo ha definito Zico. Esagerato. Forse l'unica cosa vera è che sul Brasile c'è molta pressione, visto che negli ultimi tempi i tifosi si sono molto "europeizzati", fischiando spesso la loro nazionale. Forse è per questo che il ct Felipe Scolari ieri ha lanciato un sos al suo popolo: «Se non avremo il sostegno della torcida, sarà un handicap giocare in casa. Sappiamo che è fondamentale battere il Giappone per conquistare il pubblico. Sarebbe orribile giocare in casa e perdere il primo incontro, sarebbe difficile gestire l'ambiente: la torcida, la stampa, i giocatori. Per questo ai calciatori ripeto che è fondamentale vincere la prima partita Le ultime dicono che Fred è acciaccato e Paulinho è alle prese con un problema a una caviglia che fa le bizze: pronto per l'uso c'è Hernanes. Comunque Scolari nell'allenamento di ieri ha provato il classico 4-2-3-1, preferendo a centrocampo Luiz Gustavo a Fernando. In attacco il tecnico spera che si sblocchi Neymar che in nazionale non segna da nove partite. Mica poco. Neymar ha chiesto la maglia numero 10, tecnico e compagni lo hanno accontentato. Basterà per responsabilizzare la nuova stella del Barcellona? Intanto Scolari lo difende spiegando che «anche se non segna, Neymar svolge un lavoro molto utile per la squadra. È un idolo, dovremmo proteggerlo. Invece, mi sembra che si voglia attaccarlo». Il Giappone. Nell'ottobre dello scorso anno un'amichevole in Polonia finì 4-0 per il Brasile. È da quei flashback che Zaccheroni è partito per far capire alla sua truppa che non si possono fare figuracce. Ormai il Giappone non è una meteora, ha già in tasca il pass per i Mondiali ed è venuto qui per giocarsela. Il blocco europeo è la garanzia per Zac, che si trova ben otto giocatori reduci dalla Bundesliga. Occhio a Honda (nel mirino di diversi club italiani) e Maeda, due attaccanti fatti e finiti. In prima linea naturalmente anche l'interista Nagatomo, che cerca in nazionale quelle gioie che gli sono mancate in Italia. C'è anche un altro ex italiano nel Giappone, in versione 007. Si tratta di Hidetoshi Nakata (un passato a Perugia, Parma, Bologna e Roma) che adesso fa il commentatore tv: si dice sia uno degli osservatori di Zaccheroni, che con la scusa del tesserino da giornalista non si perde un allenamento delle squadre avversarie. Astuzia più italiana che giapponese. ©RIPRODUZIONE RISERVATA