Senza Titolo

VIGEVANO Cento euro, oltre la consumazione. Sarebbe questo il costo di una prestazione sessuale a pagamento consumata all'interno dell'ex Nikita, il locale a luci rosse di Remondò (Gambolò). Lo ha sostenuto un agente della questura di Vercelli, ascoltato dai giudici Stefano Scati, Bruna Corbo e Roberto De Vincenzi nell'ambito del processo per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione che vede imputati Massimiliano Pomati, Gianfranco Margara, Alessandro Fontana, Valentino Cabrino e Maria Lucia Celentano. Le indagini sono partite nel 2007 quando una delle ragazze che lavorava in locali a luce rosse, tra cui anche l'Eden di Lomello, aveva denunciato di essere stata aggredita dai suoi datori di lavoro. «Eravamo d'accordo di trovarci alle 4 del mattino. Dovevano darmi 350 euro per il mio spettacolo. Io sono una pornostar, costo più delle altre ballerine – spiega K.P., 37 anni residente a Mortara -. Quando sono arrivata lì, però invece dei soldi mi hanno preso a calci e pugni. Ho fatto un volo di metri, sbattendo la nuca su una cinepresa». Gli agenti del commissariato, dopo aver raccolto la denuncia, hanno voluto approfondire l'indagine e, come emerso nell'udienza, hanno eseguito diversi appostamenti, fino a fingersi clienti. «All'interno dell'Eden - ha proseguito la donna – si svolgevano rapporti sessuali a pagamento, nei privé. Il locale era diviso su due piani. Sopra c'erano i divanetti e delle tendine che servivano, appunto, a creare un po' di privacy. Noi approcciavamo i clienti, si beveva qualcosa e si contrattava la prestazione. Poi ci appartavamo su quei divanetti e si faceva quanto avevamo stabilito. I clienti pagavano dopo, ai titolari, i quali, a fine serata ci davano la metà. Avevamo comunque un fisso: 50 euro a sera. All'Eden si potevano chiedere le mance, ma al Nikita ci era vietato. Al Nikita, il prezzo le prestazioni costavano 50 euro ogni 10 minuti. All'interno del locale, poi, c'erano dei cesti di vimini, dicevano che c'erano le caramelle, invece erano preservativi. Al Nikita c'erano molte ragazze che lavoravano, e c'era anche un frequente ricambio. All'Eden invece eravamo solo 4 o 5. I clienti, invece, erano diversi, alcuni dei quali ormai abituali. C'erano anche professionisti, cioè dottori, avvocati e commercialisti». Giovedì ha testimoniato anche un'altra ragazza del Nikita, L.L.U. 21 anni rumena. «Non avevo soldi e avevo bisogno di un lavoro – ha detto –. Sapevo che lì si facevano quelle cose e sono andata a chiedere». La prossima udienza il 26 settembre, per quella data il presidente del collegio giudicante ha ordinato la trascrizione delle intercettazioni telefoniche.