Stato di crisi per i campi lombardi

PAVIA Dichiarato di crisi per l'agricoltura lombarda a causa delle piogge intense e persistenti del periodo inverno-primaverile. Nello specifico, la Regione ha chiesto al governo di sospendere il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali propri e dei lavoratori dipendenti, di differire il termine per gli adempimenti degli obblighi tributari e di sospendere per sei mesi il pagamento delle rate e degli effetti del credito agrario. Infine, andrebbe riconosciuto il ristoro economico a valere sul fondo di solidarietà nazionale anche in deroga al Piano assicurativo nazionale. «Molti agricoltori si stanno ormai rassegnando a lasciare incolti i terreni – si legge nella relazione inviata al ministero delle Politiche agricole per il riconoscimento dello stato di grave crisi – Il perdurare dei fenomeni piovosi ha impedito il normale svolgersi delle operazioni colturali e inoltre ha provocato danni sulle colture. Non è stato possibile, dove esistono terreni di tipo argilloso, effettuare lavorazioni di preparazione dei letti di semina. Anche le semine in molte zone, stante l'impraticabilità dei campi, sono state ritardate e in molti casi non è ancora possibile procedere con semine o trapianti». Il danno maggiore provocato dalle piogge continue e dalle basse temperature è fatto registrare da frutteti e vigneti: da 30 a 500% della produzione lorda vendibile. Mais: le semine sono state impedite dalle piogge persistenti e quindi si prevede un ciclo più corto, che porterà inevitabilmente a un calo delle rese unitarie. Danno stimato: più del 40% della produzione lorda vendibile media. Le colture foraggere, erba medica in particolare, che nel mese di maggio devono essere tempestivamente sfalciate e affienate, sono, nella maggioranza delle aziende, ancora in campo non sfalciate e ormai hanno raggiunto uno stadio di lignificazione dei tessuti che renderà il fieno molto scadente in qualità. Anche qui danno superiore al 40%. Problematica è anche la coltivazione del riso, in quanto le semine sono in ritardo e le basse temperature ritardano lo sviluppo delle piantine. Danno stimato superiore al 30%. (u.d.a.)