La grinta di Mangia «I ragazzi in campo devono dare tutto»

di Alessandro Taraschi Gerusalemme è la terra promessa di Devis Mangia. Il ct dell'Italia spera di condurre i suoi azzurrini sino alla città santa di Israele, dove martedì al Teddy Stadium si giocherà la finale dell'Europeo under 21. Blasone (cinque Europei a due per gli azzurri), storia recente (successo 3-0 lo scorso 15 agosto in amichevole) e ruolino nella manifestazione sino a questo momento (primo posto nel girone da imbattuti) consegnano a Immobile e soci il ruolo di favoriti. L'allenatore azzurro però tiene i piedi saldi a terra. Nell'Olanda «ci sono parecchi giocatori che già fanno parte del giro della nazionale maggiore – è l'attestato di stima di Mangia –. È una squadra con elementi di altissimo livello e grande talento. Ma anche la mia Under è una squadra di qualità, che non si accontenta di vincere, ma vuole arrivarci con il bel gioco». Finora c'è riuscito: «La soddisfazione è tanta, non solo per il risultato ma anche per il modo con cui siamo arrivati fin qui. Penso che questi ragazzi stiano rappresentando bene il calcio italiano – dice il mister –. È una squadra propositiva che vuole sempre giocare la partita a viso aperto, questo è l'aspetto più importante». Il traguardo della vigilia è già stato raggiunto. Adesso si può volare: «L'unico vero obiettivo che ci eravamo prefissati era quello di arrivare qui. Sapevamo che questo girone non sarebbe stato semplice, ma i ragazzi sono stati bravi. Abbiamo detto di essere venuti per sognare, ancora adesso stiamo sognando e alla fine vedremo dove ci porterà questo sogno». Il tecnico azzurro si aspetta una prova di grande carattere dal suo gruppo. «L'unica cosa che chiedo ai ragazzi – continua – è di uscire dal campo consapevoli di aver dato tutto, di aver dato il massimo, di aver lasciato ogni goccia di sudore sul campo. Per il resto non penso a nulla, penso solo a battere l'Olanda, così deve essere per una semifinale». Sulla stessa lunghezza d'onda Alessandro Florenzi: «Dobbiamo mettere tutta la cattiveria che abbiamo». Servirà per pareggiare l'atletismo olandese. I ragazzi selezionati da Cor Pot sono giunti secondi nel gruppo B evidenziando le difficoltà maggiori in difesa dove soffrono la velocità. È prevedibile però che gli arancioni si gettino in avanti a testa bassa, cercando di far pesare la supremazia fisica. Pot non rinnega la scelta di aver cambiato undici elementi su undici nell'ultima partita del girone. «Non fa differenza chi incontri in semifinale – ha detto – se vuoi vincere il torneo devi battere tutti. E noi puntiamo alla vittoria. L'Italia è forte ma anche noi lo siamo. Loro hanno più o meno la stessa squadra che ci aveva battuto lo scorso anno, noi però siamo cresciuti da allora». ©RIPRODUZIONE RISERVATA