Stazione "vietata" per i pendolari
Una azienda in salute Torrevilla, che festeggia i suoi 106 anni di vita con ottimismo, nonostante la crisi che morde anche il settore vitivinicolo. Seicento ettari di estensione dei vigneti sparsi lungo dieci comuni oltrepadani, 53.000 quintali di produzione uva nella scorsa vendemmia, 268 aziende viticole associate, 3 milioni di bottiglie prodotte, un fatturato 2012 che si aggira sugli 8 milioni e 300 mila euro, 15 dipendenti che ruotano attorno alle due sedi di Torrazza Coste e Codevilla. I numeri presentati dal Presidente Luigi Ferrari sono confortanti, soprattutto per i soci presenti alla assemblea annuale presso la cantina di Torrazza Coste, insieme a tanti rappresentanti delle istituzioni locali, provinciali e regionali. TORTONA La stazione ferroviaria? Un disastro. Per chi, ogni giorno, deve affrontare la faticosa vita del pendolare, le condizioni di una stazione ferroviaria sono importanti. Fosse solo per la pulizia o la manutenzione dei bagni. Diverse, dunque, le lamentele da parte dei passeggeri e pendolari che quotidianamente frequentano la stazione ferroviaria di Tortona. Per coloro chi viaggiano di mattina entrare in sala d'aspetto risulta impossibile poiché - racconta un pendolare - «nella notte diverse persone la utilizzano come dormitorio e non solo, a volte come latrina», e quindi al mattino ritorna praticabile solo dopo il passaggio dell'addetta delle pulizie. Nella biglietteria, che ha subito un ridimensionamento degli orari di apertura degli sportelli, il monitor degli arrivi è stato spento poiché la stazione di Tortona risulta in categoria "Argento", una delle più basse e quindi non necessita di quel servizio. Spesso le macchinette elettroniche per l'erogazione di biglietti o le oblitteratrici sono guaste, in quel caso se la biglietteria è chiusa, nessuno riparerà sino ad almeno il giorno dopo i macchinari. Da circa 20 giorni è stato sistemato e riaperto il bagno della stazione, chiuso per sei mesi, ma le condizioni sono sempre fatiscenti: sporcizia, sanitari rotti, eccetera. Per non parlare delle condizioni del tetto; ogni inverno, sia all'interno della stazione che sui binari e stanza comandi, piove dai soffitto, i macchinisti sono stati obbligati lo scorso inverno a lavorare con la plastica sui macchinari per evitare corto circuiti. Una situazione insostenibile considerato il numero di mezzi ferroviari che passano da Tortona per Milano, Genova, Piacenza, Torino. Tutto il nord Italia è collegato con Tortona, ma i passeggeri sono obbligati a percorrere sottopassaggi bui, sporchi con esalazioni maleodoranti, scritte e graffiti. Di sera poi la stazione diventa "terra di nessuno", spaccio di droga e risse sono all'ordine del giorno. I controlli sono sempre troppo pochi, anzi molti passeggeri si lamentano per «i controlli quasi inesistenti» delle forze dell'ordine locali. Le donne hanno tuttora paura a percorrere il sottopassaggio, gestito e realizzato dal Comune che porta dal piazzale stazione al parcheggio Dellepiane, dove del resto si trova l'Università infermieristica di Tortona. In conclusione, sono numerose le segnalazioni inviate dagli addetti della Fs al Capo reparto Territorio e Movimento di Voghera, poiché la struttura viene gestita da Milano, ma nulla è stato ancora fatto.Gli invalidi devono far richiesta per essere accompagnati sui binari perché non esiste un ascensore, oppure rischiare la vita e oltrepassare i binari da soli. Una situazione, questa, che l'amministrazione comunale di Tortona ha ben presente: «Abbiamo scritto a Ferrovie dello Stato almeno due volte - fa sapere il sindaco Berutti - chiedendo un intervento. Interverremo ancora per sollecitare un'azione immediata, oltre ad aumentare, per quello che ci compete, i controlli nella zona della stazione ferroviaria». Paola Dellagiovanna