Acqua potabile, bollette verso il rincaro

di Fabrizio Merli w PAVIA Nel 2022, tutti i cittadini della Provincia di Pavia pagheranno la stessa cifra per un metro cubo d'acqua: 0,88 euro. Questa, almeno, è l'indicazione scaturita dall'Azienda speciale Ufficio d'Ambito e che dovrà essere sottoposta al voto del Consiglio provinciale. Per fare qualche esempio concreto, posto che il consumo medio annuo di una famiglia italiana è di 200 metri cubi, una famiglia pavese dovrebbe spendere 176 euro l'anno in bollette dell'acqua. Alla tariffa unica, si è giunti partendo da una vera e propria Babele: prima dell'istituzione degli Ato (gli ambiti territoriali ottimali) in provincia di Pavia esistevano 590 tariffe diverse, relative alle varie fasi, dall'estrazione all'erogazione, sino alla depurazione. Poi, nel settore idrico, si sono verificati alcuni eventi. Prima, una legge che consentiva l'accesso alle gare per la gestione del cicli dell'acqua anche a soggetti privati. Poi, nel 2011, un referendum con il quale 27 milioni di italiani hanno detto «no» alla privatizzazione. Sono trascorsi esattamente due anni da quella consultazione popolare, e i comitati Acqua bene comune lamentano ancora l'assenza di «una legge quadro che sottragga il servizio idrico alle regole della concorrenza e del mercato». Oggi, a Milano, si svolgerà un presidio dei comitati proprio su questo tema. Antonietta Bottini, referente del Comitato pavese «2sì per l'acqua bene comune» attacca: «In quest'ultimo mese la conferenza dei sindaci, la giunta e il Consiglio provinciale hanno deliberato: a) l'adozione del modello tariffario proposto dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas, dove la remunerazione del capitale torna sotto mentite spoglie, e che produce un aumento ingiustificato delle nostre bollette. b) l'approvazione di modello gestionale che pone tutto il servizio in capo ad una società di capitali (Pavia Acque)». Un'obiezione che non trova d'accordo il presidente della Provincia, Daniele Bosone, fresco relatore di una delibera finalizzata all'affidamento della gestione del ciclo idrico a Pavia acque: «Abbiamo deciso di affidare il servizio a una società che ha capitale interamente pubblico e non ha scopo di lucro. È semplicemente un consorzio tra le tre Asm del territorio e le società pubbliche che, già prima, si occupavano di acqua. Tra l'altro, il bilancio e il piano industriale di Pavia acque dovranno passare attraverso l'esame del Consiglio provinciale e della Conferenza dei sindaci. Riguardo alle tariffe, Gianpiero Acciaioli, direttore dell'Ufficio d'ambito, spiega: «Tengono conto dei costi operativi delle aziende, dei mutui di Comuni e azienze e degli ammortamenti sugli investimenti. Solo i mutui incidono per 12 milioni l'anno». La definizione delle tariffe è stata fatta dall'Ufficio d'ambito, tenendo in considerazione le indicazioni giunta dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas. «Abbiamo effettuato un calcolo – prosegue Acciaioli – sulla base delle schede che ci sono state trasmesse dagli erogatori e dalle amministrazioni comunali. La tariffa, comunque, è sotto la soglia massima di incremento. Questo significa che la provincia di Pavia sarà al riparo da eventuali procedure istruttorie avviate dall'Authority».