Il sindaco di Rio: «Se l'Argentina vince il Mondiale mi suicido»

«Se l'Argentina dovesse vincere il prossimo Mondiale battendo in finale il Brasile, io mi suicido». A quattro giorni dall'inizio della Confederations Cup il sindaco di Rio Eduardo Paes la spara grossa in linea con un sentimento diffuso in Brasile. Le sue parole seguono infatti quelle dette il mese scorso dal ministro dello Sport Aldo Rebelo, secondo il quale «se l'Argentina vincesse il Mondiale del 2014 per noi sarebbe una tragedia nazionale peggiore di quella del 1950». I discorsi sulla Seleçao tengono quindi banco, non solo per commentare i progressi della squadra di Felipe Scolari ma anche per cercare di esorcizzare la grande paura per il prossimo anno, determinata in particolare dal fatto che tra le fila dei detestati cugini gioca un certo Leo Messi e che ora, a differenza del recente passato (si legga Sudafrica 2010), l'Albiceleste sembra avere un solido impianto di gioco. «L'Argentina ha già Messi e soprattutto adesso ha anche il papa – ha detto ancora il sindaco –, quindi il Mondiale lo lascino a noi. Non possono prendersi tutto». Una battuta sulla chiusura dello stadio carioca Joao Havelange, quello in cui, in questi giorni, avrebbe dovuto allenarsi l'Italia. «I lavori vanno fatti, e per questo l'ho chiuso – ha spiegato Paes –. Si ragiona soprattutto in prospettiva delle Olimpiadi di Rio 2016, che saranno un punto di svolta nella storia della nostra città, perché avremo l'opportunità di reinventarla». L'Havelange durante i Giochi ospiterà le gare di atletica leggera e per questo dovrebbe anche essere ampliato fino a una capienza di 65mila spettatori. ©RIPRODUZIONE RISERVATA