Rissa notturna, il pm chiede 1 anno
PAVIA Una notte di schiamazzi quella tra il 24 e 25 aprile del 2009 in via Oberdan. In un'abitazione privata c'è una festa. Urla, musica ad alto volume fino a tardi. Alcuni residenti chiamano anche le forze dell'ordine. Prima di mezzanotte un gruppo di amici lascia la festa. Percorre qualche metro per raggiungere l'auto parcheggiata, un Pajero, per proseguire la serata altrove, in discoteca. Ma in quel tratto accade qualcosa. Si sente rumore di vetri infranti. A sei macchine parcheggiate vengono danneggiati gli specchietti. Dalla sua abitazione Massimo Corsico, 41 anni, architetto, assiste alla scena. Chiede alla sua compagna di chiamare la polizia e scende in strada per redarguire i ragazzi. Ne intercetta alcuni che stanno per salire in auto. Nasce una discussione che subito degenera e finisce in rissa. Tre giovani, all'epoca dei fatti diciannovenni, sono stati rinviati a giudizio per le lesioni, causate a Corsico (che si è costituito parte civile con l'avvocato Guido Torti), e per i danneggiamenti alle auto in sosta. Ieri pomeriggio, al termine della sua requisitoria pronunciata davanti al giudice Luigi Riganti , il pubblico ministero ha chiesto per Giuseppe Bassi, 23 anni, di Torre d'Isola (difeso dall'avvocato Giuseppe Di Maria del foro di Palmi) e per Raffaele Santacroce (difeso dagli avvocati Alessandra Stefano e Marcello Ravetta), suo coetaneo, la condanna a 12 mesi, con la concessione delle attenuanti. Per bassi il difensore ha chiesto l'assoluzione invocando la legittima difesa, mentre i legali di Santacroce hanno rimarcato il suo ruolo marginale, essendo intervenuto - a detta dei testimoni -per dividere Bassi e Corsico che nella colluttazione ha avuto la peggio, avendo riportato lesioni guaribili in 30 giorni: una frattura al polso e lesioni al torace e al volto. Per un terzo imputato, Luca Gugliermotti, 23enne, accusato solo di danneggiamenti, l'avvocato Graziano Lissandrin ha chiesto l'assoluzione. Il processo è stato rinviato dal giudice Riganti al 2 luglio per le repliche del pubblico ministero e dei difensori. (m.g.p.)