Un permesso negato Fioraio si dà fuoco nell'ufficio del sindaco
di Ferruccio Fabrizio wNAPOLI Ha cercato la morte sicura. E' uscito sulla balconata del municipio di Ercolano, a cavalcioni della ringhiera. Una bottiglia di benzina poggiata sul davanzale e una corda al collo per impiccarsi, proprio davanti alla stanza del sindaco. Poi si è cosparso il liquido infiammabile, si è dato fuoco con l'accendino e si è lanciato nel vuoto penzolando per alcuni terribili istanti come una torcia umana. Finchè la corda si è spezzata. Così ha deciso di morire Antonio Formicola, un fioraio di 59 anni che ha compiuto il gesto estremo e eclatante per protesta contro la decisione dell'amministrazione di autorizzare uno stallo per la sosta davanti alla sua bancarella. La tragedia si è consumata ieri mattina intorno alle 10. Conosciuto nel comune vesuviano come lo stilista dei fiori, vedovo e con due figli, Formicola aveva chiesto al Comune di rimuovere lo stallo ma a quanto pare le procedure burocratiche non avevano dato esito. Così ha raggiunto la stanza del primo cittadino Vincenzo Strazzullo (Pd), assente, minacciato con un taglierino i presenti e l'ha fatta finita. Per evitare la sua tragedia, se n'è sfiorata un'altra. Un 36enne intervenuto per soccorrerlo, è stato colpito in testa da un estintore lanciato da una stanza del Comune nel tentativo disperato di spegnere le fiamme sul corpo del fioraio. Trauma cranico e 30 giorni di prognosi per lui. L'estintore è stato afferrato intanto da un poliziotto che a sua volta è rimasto ferito durante il soccorso. Il povero Antonio si è spento un'ora dopo nel centro grandi ustionati del Cardarelli di Napoli, con tutta probabilità per le profonde ustioni e non per l'impatto sul suolo da un'altezza di dieci metri. L'autopsia dirà l'ultima parola. Il fioraio e il sindaco si erano incrociati per strada l'ultima volta venerdì scorso. «Sono addolorato e ancora incredulo – ha detto Strazzullo, che nega di avergli rifiutato un incontro -. Conosco Antonio dall'infanzia e proprio per questo non ha mai avuto bisogno di prendere appuntamenti con me, si presentava e aspettava. Ma questa volta era venuto già con l'idea di fare questo gesto il che mi lascia sgomento. So che c'era una procedura in corso per la sua richiesta». La rabbia ha scatenato un centinaio di commercianti che hanno cercato di entrare nel Comune, fermati dalla polizia. Qualcuno ha issato uno striscione "Sindaco assassino", subito rimosso. Da sud a nord, un altro suicidio legato al lavoro. A Brusasco, piccolo centro della provincia torinese, Alessandro, 35 anni, è stato trovato appeso a un albero poco distante dalla casa in cui abitava con il padre. Il genitore è stato il primo a soccorrerlo ma il giovane è morto sull'ambulanza che lo portava in ospedale. Aveva perso il lavoro ed era caduto in depressione. ©RIPRODUZIONE RISERVATA