Furto finto, ma la truffa è vera

SANNAZZARO Fingono il furto per mettere a segno una truffa. Una variazione sul tema dei raggiri che ha fruttato a due malviventi 10mila euro in oggetti d'oro, rubati a una coppia di pensionati residente in via Sauro. Ma è lo stratagemma usato che stupisce. Il primo a presentarsi alla porta dei due anziani è s un finto tecnico dell'acquedotto; poi entra in gioco un complice che approfitta della disattenzione dei padroni di casa, attratti dai pressanti controlli ai vari rubinetti del finto idraulico, e sottrae senza essere notato due cornici in argento con le foto di congiunti scomparsi. Infine il terzo e definitivo atto con la comparsa dello stesso complice che ha rubato le cornici, che stavolta si presenta ai pensionati in divisa come vigile urbano sostenendo di essere riuscito a bloccare due ladri in fuga ed a recuperare due cornici. E, per rendere più credibile la sua messa in scena, mostra le cornici con le foto dei parenti defunti per la restituzione. In pratica il furto dei due ritratti altro non sarebbe stato che il pretesto perché il secondo complice potesse entrare in casa una seconda volta e guadagnare la fiducia dei padroni di casa. A quel punto i due truffatori hanno rivolto agli anziani la domanda: «Ma siete sicuri che i ladri abbiano rubato solo queste due cornici?». Con la massima buona fede e un po' di ansia, i due pensionati salgono al primo pino dello stabile e controllano due piccoli contenitori: tutto regolare se non fosse che i due, uno idraulico e l'altro vigile urbano, apparentemente sconosciuti uno all'altro, hanno notato dove erano conservati i portagioie. Ed ecco entrare nuovamente in gioco l'idraulico con il controllo della pressione dell'acqua ai vari rubinetti e l'inevitabile confusone creata per consentire al falso vigile di salire al piano alto e mettere le mani, a colpo sicuro, sui contenitori in cui erano custoditi i gioielli, molti dei quali vecchi ricordi di famiglia. Quindi i saluti finali: con il "vigile" soddisfatto di aver reso ai legittimi proprietari le cornici rubate e "l'idraulico" altrettanto sicuro di aver effettuato a puntino le varie verifiche. Solo qualche attimo più tardi i due pensionati si sono accorti del raggiro e del relativo ammanco. La donna spiega un altro singolare particolare: «All'arrivo del finto vigile con le cornici, non ho creduto al furto. Solo un attimo dopo ho però notato al piano alto una finestra aperta, quasi come se qualcuno l'avesse forzata. Invece sarebbe stato il secondo complice, al momento del furto delle cornici, ad aprire la finestra per rendere verosimile il furto precedente, mai avvenuto». Insomma, un piano progettato nei dettagli e, purtroppo, riuscito. Paolo Calvi