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di Maria Berlinguer e Pietro Criscuoli wROMA Il trionfo di Ignazio Marino, chirurgo di fama internazionale, si consuma e si celebra nella sala del tempio di Adriano, nel cuore di Roma. Il suo è un sorriso grande così, la sua prima cosa è un segnale di stile: «Noi non andremo stasera a occupare il Campidoglio..». Polemica frontale, sarà l'unica, con Alemanno, che 5 anni fa fu accusato di aver invaso la sede del Comune con "squadre fasciste" che celebrarono con inni del Ventennio e saluti romani. «Riprendiamoci Roma, daje». Gridando questo slogan Ignazio Marino conclude il comizio tenuto sul palco in piazza di Pietra, davanti a centinaia di sostenitori accorsi per festeggiare la vittoria. «Un buon bicchiere di vino e anche di più questa sera ce lo possiamo fare - ha scherzato il neo sindaco - visto che non ho potuto farlo in questi giorni per paura che la mattina dopo ne risentissi». «Fuori i fascisti dal Campidoglio», e «Chi non salta Alemanno è». Questi alcuni cori intonati in piazza del Campidoglio dove decine di cittadini e militanti si sono riuniti per festeggiare l'affermazione di Marino. Qualcuno ha anche stappato una bottiglia di spumante. La vittoria era nell'aria anche se lo stesso Marino parlando con i giornalisti ha voluto sottolineare di voler essere il sindaco di tutti, anche dei molti romani che «schifati dalla classe dirigente» hanno scelto di non votare. La prima conferma del successo arriva poco dopo le 15 e 30 dal comitato di Gianni Alemanno. «Ho telefonato a Marino per le congratulazioni. Avrò massima lealtà istituzionale, il risultato è netto ma c'è stata una bassa affluenza». «Purtroppo c'è un dato complessivo del centrodestra che non pare essere positivo e quindi ci deve essere una riflessione più ampia perché, dal punto di vista amministrativo, il centrodestra perde anche l'ultimo sindaco importante che aveva in Italia». «Ringrazio il Pdl: non ho recriminazioni nei confronti di Silvio Berlusconi che c'è stato con i suoi mezzi come le videointerviste. Ringrazio anche Francesco Storace e Fdi». «Sento l'orgoglio di riprenderci la nostra Roma. Faremo il possibile per essere all'altezza di questo ruolo», dice Marino celebrando la sua vittoria. A festeggiare il sindaco non c'era nessuno della vecchia guardia capitolina democratica. Né Veltroni, né Rutelli, ma c'è Nicola Zingaretti, neogovernatore del Lazio, il dirigente che ha convinto Marino ad accettare la sfida. «Da domani inizierà una grande operazione trasparenza in Campidoglio, tutti i cittadini dovranno vedere i bilanci, inizieremo ad eliminare privilegi e spese inutili». Dice il neosindaco di Roma Ignazio Marino che è partito nel suo discorso dai ringraziamenti e lo ha concluso con l'assunzione di una responsabilità che avverte importante, ma non ha mancato di chiedere collaborazione a tutti, anche a Gianni Alemanno. «Mi aspetto la collaborazione di tutti per superare i momenti difficili di questa crisi». Ma il neo sindaco chiede anche un impegno concreto e fattivo dai Municipi: «Vi chiedo di non venire a dire cosa funziona e cosa è migliorato, continuate piuttosto a farmi vedere le criticità e le difficoltà di ogni Municipio. Mi aspetto che ognuno mi porti idee, creatività, passione, perché la città dobbiamo cambiarla tutti insieme, non è lavoro per una persona sola». «Per la prima volta vinciamo in tutti i Municipi. Con la squadra allargata ce la faremo a riprenderci la storia di Roma, questa città tornerà a sognare. Voglio tornare a rivedere le persone che sorridono per strada», dice ancora Marino. Il sindaco di Parigi, Bertrand Delanoe, plaude all'elezione di Ignazio Marino al Campidoglio e sottolinea che con questo voto i romani scelgono «con forza il cambiamento» e «mettono fine a cinque anni di gestione molto reazionaria». ©RIPRODUZIONE RISERVATA