Dalla squalifica per due mesi ai brividi della vicenda Menicozzo

C'è anche un Daspo nella carriera di Massimo Marchetti. Accade qualche anno fa, dopo una gara col Pisa: «C'era un nuovo responsabile della questura che continuava a riprendere la nostra curva. Io andai a chiedere spiegazioni e forse volò una parola di troppo: lui disse ai poliziotti di prendere le generalità per denunciarmi. Calisti cercò di appianare le cose, ma mi presi due mesi di squalifica. La domenica successiva i tifosi intonarono il coro "Marchetti uno di noi"». Poi i brividi del caso Menicozzo, il giocatore arrivato nel 2008 dall'Alghero che doveva ancora scontare una giornata di squalifica. Se ne accorse il Mezzocorona, e il Pavia rischiò prima una maxisqualifica e poi subì 6 punti di penalizzazione, mettendo a rischio la salvezza. Marchetti, che per un disguido non aveva controllato le squalifiche pregresse, raccontò di non aver dormito per settimane per la vicenda. Ma tutti gli furono vicini, e Benny Carbone (foto) dopo un gol corse ad abbracciarlo. «Un bellissimo gesto», si commosse Marchetti.