Il vescovo: «Vi siamo vicini, non dovete arrendervi»

PAVIA «Come comunità cristiana vogliamo esprimere la nostra partecipazione all'inquietudine dei lavoratori della Merck che guardano con ansietà al loro futuro ». Sono le parole del vescovo, monsignor Giovanni Giudici, preccupato per la sorte dei 270 dipendenti dell'azienda che ha annunciato lo stop all'attività nello stabilimento di via Emilia. Cosa dice alle famiglie dei lavoratori? «Non arrendetevi, aprite il discorso con semplicità e coraggio a chi vi conosce: a chi tende una mano verrà data una risposta e spero che questa microsolidarietà sia trovata». Sì, ma cosa farà Pavia se davvero si arriverà alla perdita di così tanti posti di lavoro? «Chiedo a tutti una maggiore attenzione e soprattutto di riflettere per capuire come possiamo farci vicini a questi lavoratori. Si tratta di famiglie che vivono una grande inquietudine. Siamo di fronte ad una situazione dove dobbiamo metterci insieme per creare tutte le condizioni possibili per dare lavporo a queste persone. Capisco che non ci sianno soluzioni a breve, ma bisogna tentare ogni via». I vertici della multinazionale però non lasciano scampo e per loro, se non si trova un compratore, alla Merck si chiude a fine 2014... «Certo, ma non si può rimanere così, questo è un segnale d'allarme e pone il probleam di una politica in grado di tenere a bada la finanza e l'economia senza farsi domianre. Anche l'economia deve dare risposte umane e non avere in mente solamente il profitto. Pur non contrastando la mondializzazione dell'economia, bisogna mettere al centro il lavoro, la dignità delle persone e la loro capacità di esprimersi ». (l.l)