Pavia Ovest, missione amicizia Le camminate per conoscersi

di Maria Grazia Piccaluga w PAVIA Il campetto con l'erba troppo alta che nessuno taglia. Il parco giochi con lo scivolo rotto su cui i bambini non possono più giocare. Le case Aler come un buco nero in via Aselli. Le segnalazioni arrivano dai residenti di Pavia Ovest. E gli organizzatori del progetto "Qualcosa di nuovo sul fronte occidentale: legami comunitari e coesione sociale a Pavia Ovest" ne hanno fatto tesoro. E' promosso dal Centro Servizi Formazione (capofila), dalla Casa del Giovane con la parrocchia di San Lanfranco, l'associazione Incontragiovani e il Centro di Educazione ai Media. Aderiscono molte associazioni di volontariato. Il progetto è sostenuto e co-finanziato da Fondazione Cariplo, Comune di Pavia, Aler, Università di Pavia. Nei prossimi tre anni saranno sviluppate attività, iniziative ed eventi per promuovere coesione sociale. Si parte giovedì 13 con una "camminata alla (ri)scoperta del rione Pelizza". Ritrovo alle 16.45 al centro Comes di via Fratelli Cervi 9. Alle 17 passeggiata collettiva tra le case e per le strade del rione che si concluderà al centro Comes alle 18 per un confronto conclusivo. «Nel rione Pelizza - racconta Marco Cau, responsabile dell'azione - vogliamo coinvolgere gli abitanti per renderli protagonisti, ideatori e attori di progetti per migliorare il quartiere: sia feste ed eventi; sia iniziative per la rigenerazione e l'uso di spazi pubblici. La camminata ha lo scopo di rompere il ghiaccio e avviare un dialogo con gli abitanti». Si parte, non a caso, dalla Pelizza. «Un abitante del rione nella primavera del 2012 aveva descritto la sua zona come la periferia della periferia – spiega Riccardo Aduasio, direttore del progetto – . Siamo partiti da lì, da quella porzione della più ampia area di Pavia Ovest (compresa tra il fiume Ticino, a sud, la ferrovia, a est, la Strada Provinciale n.11 e via Aselli, a nord, le campagne verso Torre d'Isola, a ovest)». E' la prima di 9 azioni. «Azioni autonome ma integrate _ spiega la coordinatrice del progetto Livilla Bottinelli –. Il progetto intende costruire e accrescere legami tra gli abitanti e gli spazi di vita, tra le persone e tra le diverse realtà della comunità locale». Le altre otto: Cinemabit,rappresentazione del quartiere e dei suoi abitanti attraverso il video racconto e un blog; Tra terra e acqua, laboratorio di (ri)costruzione della memoria collettiva del quartiere attraverso il teatro: Linkiamoci, educativa di strada per incontrare i giovani adolescenti e renderli protagonisti; Ritmo Urbano, concerto con strumenti ricavati da veccbhi elettrodomestici, sedie rotte, oggetti abbandonati e rivitalizzati. E ancora: SoStare in reciprocittà, la disabilità diventa opportunità; Rione Pelizza: i cittadini rigenerano e adottano spazi pubblici; Il nuovo Colombarone - Un centro diurno a San Lanfranco per gli abitanti dei caseggiati; Il caseggiato Aler di via Aselli - Un percorso per (ri)costruire fiducia e relazioni positive; infine free press di quartiere.