Gas, scattano 52 denunce per le bollette fantasma
La Coldiretti provinciale in assemblea. La giornata di sabato, intitolata "Coltiviamo il futuro dell'Italia", sarà suddivisa in due parti. L'organizzazione agricola presieduta da Giuseppe Ghezzi si riunirà alle 9 nella Sala degli Affreschi dell'Almo Collegio Borromeo per l'assemblea ordinaria provinciale, cui seguirà una tavola rotonda. I soci saranno chiamati ad approvare il bilancio consuntivo 2012 e il bilancio preventivo 2013. Dopo la pausa caffè, spazio alla seconda parte della mattinata. Alle 10.15, in forma pubblica, inizierà la tavola rotonda moderata da Pierangela Fiorani, direttore del quotidiano "La Provincia Pavese". Vi prenderanno parte Gianni Fava, assessore all'Agricoltura della Regione Lombardia, Ettore Prandini, presidente di Coldiretti Lombardia, Daniele Bosone, presidente della Provincia di Pavia, e Giuseppe Ghezzi, presidente della Coldiretti di Pavia. Dopo gli interventi dei relatori, alle 12.30 è in programma il rinfresco con i prodotti delle aziende di Agrimercato Pavia con la collaborazione della sezione provinciale della Federazione italiana sommelier albergatori ristoratori (Fisar). (u.d.a.) di Donatella Zorzetto wPAVIA Società di distribuzione del gas e società di vendita in lotta fra di loro per accaparrarsi nuove utenze; famiglie che si trovano bollette da pagare per forniture che non hanno consumato; società che chiedono ai distributori di potersi intestare o di re-intestare le utenze di clienti ignari. Sono 52 i pavesi che hanno deciso di rivolgersi a Federcosumatori Pavia per problemi di questo tipo, e sono altrettante le denunce che l'associazione presieduta da Mario Spadini ha inoltrato all'Autorità per l'energia elettrica e il gas. Ci sono tutti i presupposti perchè le segnalazioni si trasformino in denunce alla magistratura. Negli ultimi sei mesi Federconsumatori ha avviato 530 contenziosi nel settore gas ed elettricità. «Il problema è drammatico particolarmente nel gas, perchè le società chiedono, alla locale distribuzione, di intestarsi o di re-intestare le utenze di clienti ignari – spiega Spadini –. Si tratta di un meccanismo complesso, basato su società di distribuzione che governano la rete e i contatori (procedono alla lettura e comunicano i dati alle società di vendita) e aziende di vendita, che fatturano ai clienti i corrispettivi di consumo su dati che non sono letti da queste ultime». Spadini prosegue: «Veniamo ai clienti ignari. La vicenda è iniziata con un lungo periodo in cui non sono pervenute fatture a domicilio, e ciò ci ha fatto venire il sospetto che qualche cosa stesse accadendo. Infatti, avviata una verifica, abbiamo scoperto che in molti casi i punti di fornitura erano stati acquisiti da altre società che li rivendicavano facendoli poi diventare propri. Si è scoperto così che utenze di Pavia sono state intestate a Certosa, o anche a persone sconosciute. Così facendo l'utenza non è più tua, e quando va bene è ancora tua ma intestata ad altra persona». Agli sportelli di Federconsumatori è iniziata la processione di pavesi arrabbiati. «Ma la distribuzione non vuole sentire ragioni: certifica che la società ha comunicato il dato e che solo quella può modificarlo – sottolinea Spadini –. Le cose sono peggiorate dal settembre scorso, ovvero da quando l'Autorità ha imposto il riallineamento dei codici fiscali. Da settembre in poi abbiamo registrato almeno 52 casi del genere, ma il fenomeno negli ultimi tempi è almeno triplicato. Bisogna tenere conto del fatto che il settore gas ed elettricità occupa il 60% del nostro lavoro: gestiamo circa 530 contenziosi ogni sei mesi». Chi incappa in questi problemi può rischiare pure la chiusura del contatore, e qualche cliente di Pavia quest'anno è rimasto al freddo per giorni. «Abbiamo registrato anche casi limite: intestazioni fatte a persone che non c'entrano nulla con l'utenza che riceve solleciti e intimazioni per pagare fatture che non sono proprie – conclude il presidente di Federconsumatori Pavia –. Ne stiamo gestendo uno in cui Enel chiede a una signora di pagare comunque il gas anche se non è il proprio. Poi ci sono le società che chiedono il saldo di fatture rifiutando i dati e le prove che l'utente abbia già pagato ad altri. Purtroppo le società di vendita si comportano in modo spavaldo, e l'Autorità tentenna. In sostanza la logica è questa: in ogni caso, anche se a sbagliare è la società, l'utente deve pagare e deve darsi da fare per riparare il danno. Con spese a suo carico». ©RIPRODUZIONE RISERVATA