Il sindaco: «I tempi lunghi della giustizia non mi condizioneranno politicamente»

«Sono stupito del rinvio a giudizio e a questo punto mi auguro che il processo sia il momento per far emergere la verità dei fatti che io sostengo da sempre, supportata anche da riscontri documentali». Questa la prima reazione di Carlo Barbieri alla decisione del Gup di Napoli. Una decisione che non l'ha colto impreparato, anche se in cuor suo il sindaco ha sperato fino all'ultimo in un verdetto che bocciasse le richieste del pubblico ministero, chiudendo la vicenda già all'udienza preliminare. Invece si va al processo, un processo che si preannuncia lungo e complesso, con una sentenza che potrebbe arrivare proprio a ridosso del voto del 2015 per il Comune oppure nella fase in cui verrà discussa la eventuale ricandidatura di Barbieri. Una prospettiva che ovviamente non può piacere al primo cittadino. Tanto che Barbieri mette le mani avanti: «Il mio percorso politico e la mia vita – avverte – non saranno condizionati dai tempi della giustizia, anche se un verdetto entro un anno dall'avvio del dibattimento mi sembra un termine ragionevole». Il sindaco glissa elegantemente sul discorso della ricandidatura («la questione per ora non si pone»), ma è chiaro che gli sviluppi giudiziari di Napoli possono accrescere le sue difficoltà, alimentando il fuoco di fila dell'opposizione e rafforzando la posizione di chi, nel Pdl e nella coalizione, non vede di buon occhio una sua corsa-bis a Palazzo Gounela.