Gattina uccisa a badilate Choc per una famiglia
di Pier Angelo Vincenzi wBORNASCO Avrebbe compiuto due anni a luglio, Milù. I suoi padroni l'hanno trovata senza vita non lontana da casa loro. Un grande dolore, che solo chi ama gli animali domestici può capire appieno, per la famiglia Amadeo di Bornasco. «L'abbiamo subito portata dal veterinario – racconta la signora Lorella Ferro – ma non c'era più nulla da fare. La nostra famiglia è davvero traumatizzata da questo brutta vicenda: perché la nostra gattina è stata uccisa con un bastone o con un grosso sasso, il veterinario non ha avuto dubbi al riguardo». Milù era un incrocio tra un un europeo e un birmano ma, soprattutto, era un gatto dolcissimo: «Non so che fastidio potesse dare, era una creaturina meravigliosa che ci regalava sempre un sorriso, un momento di felicità. Certo c'è della gente cattiva in giro, capace di fare del male anche agli esseri più indifesi. E chi ammazza un gatto non ha nessun rispetto per la vita, non solo per quella degli animali». Un vero choc per la famiglia di Bornasco: «E' un gesto di una violenza estrema – continua Lorella Ferro – qualcosa che ti ferisce dentro. Da lunedì, quando è successo, continuo a farmi delle domande sulla cattiveria gratuita di certi individui. Una specie di tarlo. E anche le mie figlie, una in particolare, sono rimaste profondamente colpite da questa brutta storia». Altri casi simili a Bornasco? «Non lo so con certezza – risponde Lorella Ferro – ma qualche persona intollerante e violenta evidentemente c'è». Il nostro codice penale prevede pene severe per l'uccisione di animali: il reato viene infatti punito con la reclusione da quattro mesi a due anni.