Pellizzoni torna ed è già secondo

GODIASCO Torna dopo tre anni di stop quasi totale e arriva secondo agli italiani di duathlon classico (10 km di corsa, 41km di bici e 5 km di corsa), nella categoria M1 (40-45 anni). E' una bella notizia quella dell'impresa di Fabrizio Pellizzoni. L'atleta originario di Casorate, Primo ma che corre in Oltrepo - vive a Broni - per i colori dello Staffora Triathlon è stato superato a Nibbiano solo da Luca Bonazzi. Classe '72, forte podista, Pellizoni aveva già dimostrato speciali doti nella multidisciplina conquistando per due volte consecutive il titolo italiano di categoria Age Group nel duathlon classico (2009 e 2010). Al rientro dopo tre anni segnati da alcuni infortuni, sul selettivo tracciato di Nibbiano che ha visto al via oltre 300 duatleti (record di partecipazione ai Tricolori), Pellizzoni ha messo a segno una performance d'autore realizzando il miglior tempo nella frazione di corsa, sui 10 km, sua specialità. Nel dettaglio, il campione Orange ha chiuso quarto assoluto e fatto segnare un tempo totale di 2H09'57". Questi i suoi parziali: run 33'31 (migliore tempo in compagnia del pavese Tito Tiberti, poi undicesimo assoluto), bike 1h17'16" (nono parziale assoluto); 19'10 per l'ultima frazione di corsa. «"Sono contento e ringrazio i miei compagni di squadra per il tifo e il sostegno anche in allenamento. Tenevo molto a questa gara che è il mio rientro nel duathlon, non pensavo di riuscire ad esprimermi così bene. Sono soddisfatto soprattutto della mia frazione in bici. Ho sofferto un po' alla fine, perché ero veramente stanco». Da segnalare anche il piazzamento dell'altro runner (maratoneta dell'Iriense di Voghera prestato alla multidisciplina), Gian Luca Atzori, che ha chiuso un'ottima gara resa impegnativa anche dal primo vero caldo della stagione e che ha chiuso 66esimo assoluto in 2h27'58. E' un onore avere un campione come Icio, Pellizzoni in squadra – ha detto il presidente dello Staffora Triathlon, Daniele Sparpaglioni – un esempio per come interpreta lo spirito sportivo, lui che non è un professionista ma non ha nulla da invidiare a tanti campioni di mestiere che possono concedersi il lusso di allenarsi e basta». Luciana Rota