In 900 per un posto da infermiere «Domande difficili»
di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA «Uno su mille ce la fa...» canticchiano in coro Jacopo e Andrea sul piazzale del Palatreves. Al mille poco ci è mancato, erano 909 gli infermieri che ieri mattina si sono presentati al concorso bandito dal San Matteo. Uno solo però ce la farà: sarà assunto a tempo indeterminato in ospedale. Sono arrivati da Sicilia, Sardegna, Toscana, Emilia, Puglia e dal Nord Italia inseguendo il miraggio del posto fisso. Si erano iscritti in 1347. Alle 9 del mattino il serpentone di candidati usciva dal palazzetto e si snodava sul parcheggio, stracolmo di auto e presidiato da polizia municipale e 118. Ci sono volute quasi due ore per sbrigare le procedure burocratiche, registrare i candidati, farli accomodare sugli spalti. Un lavoro svolto da 60 dipendenti del San Matteo arruolati per garantire che tutto filasse liscio, insieme ai volontari della Protezione civile. Il timer, sul grande tabellone luminoso, ha fatto partire il conto alla rovescia pochi minuti dopo le undici. Venti minuti per 40 domande. I 250 che supereranno il pre-test saranno riconvocati a fine mese nell'aula Golgi del policlinico. «Un test strano più che difficile, che niente aveva a che fare con la formazione specifica dell'infermiere» dice Marco, 26 anni, di Pavia. Il mugugno di fondo, percepito appena aperte le buste, era giustificato dalla lettura della prima domanda. «Cosa nasce dall'incrocio tra un mulo e una mula?». Impossibile, sarebbe la risposta esatta. Ma molti si sono arenati. E lo scoramento si è fatto più profondo dovendo spiegare cos'è una scopulofobia (paura degli scogli sommersi dal mare, ndr). C'è chi preferisce riderci su e prepararsi al prossimo concorso, a Torino in 6mila per 11 posti. «Io domani vado a Brescia e poi a Verona per altri concorsi» dice Elisa, 25 anni di Bari. Trascina un enorme trolley. La Puglia è rappresentata con una folta delegazione. Cataldo è arrivato ieri sera con il treno. Dieci ore di viaggio. Laura, fresca di laurea, ha trovato «un'offerta per un volo della Ryanair da 25 euro su Bergamo, ma poi ho dovuto prendere un bus per Milano e quindi un treno per arrivare a Pavia». Fatiche da pendolare dei concorsi. «Ogni trasferita costa lameno 15-200 euro ma pur di trovare un lavoro si fanno anche questi sacrifici». «La situazione è critica – aggunge Daniele, da Caltanissetta – Nei giorni scorsi in provincia di Lodi ho partecipato a un concorso di un'azienda della Sanità pubblica aperto a liberi professionisti con la partita iva. Un'aberrazione».