Dal 1961 risorsa per la città nel settore dei farmaci

PAVIA Il logo «Merck Sharp and Dohme» campeggia in via Emilia dal 1961. Per Pavia, lo stabilimento farmaceutico è sempre stato un vanto e una risorsa. Il prodotto principale sono le compresse. Ne vengono prodotte circa 2,5 miliardi all'anno (il 70 per cento destinato all'esportazione) e 66 milioni di confezioni. Sino all'agosto 2011, lo stabilimento di Pavia aveva il monopolio mondiale nella produzione di Januvia, un farmaco antidiabetico. Poi la produzione è stata trasferita allo stabilimento britannico di Cramlington, come nel passato era accaduto con un altro farmaco, trasferito alle linee di produzione di Singapore. Dei 270 dipendenti, circa un centinaio sono gli operai addetti alla produzione di compresse e confezioni. C'è poi un reparto qualità, che occupa una trentina di persone, e si occupa anche di documentazione sui livelli qualitativi delle molecole prodotte. Infine, vi sono altri due settori dedicati, rispettivamente, all'engineering (le macchine impiegate sono ad alto contenuto tecnologico) e all'import ed export. La minaccia della chiusura, purtroppo, riguarda tutti i dipendenti senza distinzione. Eppure i pavesi ricordano bene come, tra la fine degli anni Ottanta e i primi Novanta, l'azienda si fosse ampliata con la realizzazione di un nuovo capannone. Nell'ultimo decennio, sul polo di via Emilia sono stati investiti 150 milioni di dollari. Nel 2000 è sorto un reparto unico di confezione automatizzata dei farmaci. Lo stabilimento pavese, tra l'altro, è approvato dai princopali enti, quale ad esempio la statunitense Food and drug administration. Ma tenerlo in vita, a quanto pare, non conviene.(f.m.)