Prandelli vuole un'Italia tutta d'attacco

di Andrea Gabbi Ci sono partite che possono segnare la svolta, altre che possono sancire il definitivo salto di qualità di una squadra. La sfida di stasera alla Generali Arena di Praga contro la Repubblica Ceca rientra nella seconda casistica. L'Italia ha tra le mani la qualificazione al Mondiale brasiliano e non può farsela scappare. A dirlo è la classifica del gruppo B che vede gli azzurri saldamente al comando con 13 punti. Vincere non portebbe a nessuna svolta matematica, ma la conquista dell'intera posta in casa della più forte tra le pretendenti al passaggio alla fase finale sarebbe un sigillo difficilmente scardinabile. Tanto più che la formazione di Michal Bilek non può permettersi passi falsi: il rischio è di non raggiungere neanche il secondo posto del girone che garantisce almeno gli spareggi. Una Nazionale, quella ceca, che giocherà anche per gli sfollati che in questi giorni sono alle prese con le inondazioni. Anche Praga è finita sott'acqua dopo l'esodanzione della Moldova, ma la gara si disputerà regolamente. Nessun calo di tensione. Il ct Cesare Prandelli non ha sottovalutato l'appuntamento che precede di pochi giorni la partenza per la Confederation Cup in Brasile. Una manifestazione suggestiva, ma che vale ben poco se poi non si riesce a centrare il salto al torneo iridato: «Questa è una partita determinante: dobbiamo assolutamente vincere. Conosciamo l'avversario, è forte e in forma: ma preferisco prendere il rischio di qualche contropiede e fare noi la partita. Siamo tutti concentrati su questa sfida, al resto penseremo poi». Asse Milan-Juve. La formazione è quella collaudata e Prandelli non la nasconde. Confermato il blocco biancorossonero: 10 degli 11 giocatori che saranno in campo stasera provengono da Juventus e Milan. L'unico "intruso" è Daniele De Rossi, romanista alla ricerca di se stesso dopo il flop in maglia giallossa. Per il resto tutto come da copione con Gigi Buffon tra i pali, difesa a quattro a tinte bianconere e completata da Ignazio Abate sulla corsia di sinistra. A centrocamo la sostanza di Claudio Marchisio e Daniele De Rossi, bilanciata dall'estro di Andrea Pirlo e da Riccardo Montolivo dietro le punte. Tandem milanista in attacco con Stephan El Shaarawy e Mario Balotelli chiamati a scardinare la difesa ceca. Anche stavolta gli occhi di tutti saranno puntati su SuperMario che dopo le polemiche dei giorni scorsi è pronto a rifiorire con gli azzurri. C'è però ancora un'ombra, quella del razzismo, particolarmente diffuso fra i cechi: «Basta razzismo. L'idea di abbracciarmi se dovessi uscire per cori – dice Balotelli – espressa da Prandelli è carina, originale: ma conoscendomi, non sarebbe facile...». Un Balotelli che ormai è uno dei leader del gruppo: «Ma quello che conta non è il singolo – si affretta di dire – ma il collettivo. Per fare grandi prestazioni serve l'aiuto di tutti. Cech un pararigori? Se ce lo danno lo lascio a El Shaarawy, a lui ho già fatto gol in altri modi». C'è anche il tempo per chiudere quel che pareva uno scontro con il supervelocista Usain Bolt: «Tutto un equivoco». Il chiarimento è arrivato via Twitter. Ultima chiamata. Per la Repubblica Ceca invece sarà una partita da ultima spaggia: «L'Italia ha una difesa ottima – afferma il ct Michal Bilek – ma soffre il contropiede. Proveremo a pungerli in questo modo». Il talento di proprietà dell'Udinese Matej Vidra non sarà del match, solo panchina per il laziale Libor Kozak. ©RIPRODUZIONE RISERVATA