Abusi su bimbo di 9 anni assoluzione per il patrigno

di Anna Mangiarotti wVIGEVANO Assolto da un'accusa infamante: aver abusato sessualmente di un bambino di 9 anni, figlio della sua convivente. Un vigevanese 39enne , attualmente disoccupato, è stato prosciolto ieri dal tribunale di Vigevano in composizione collegiale, presieduto dal giudice Stefano Scati. Secondo le accuse, nell'arco di un anno e mezzo fra il 2006 e il 2008, l'uomo era accusato di aver costretto a compiere atti sessuali il bambino, nato da una precedente unione della donna che è tuttora la sua compagna. Il bambino non viveva con loro ma andava a trovarli: in quel frangente sarebbero avvenuti gli abusi, anche con la madre in casa che dormiva. La segnalazione era partita dalla scuola, dove sempre secondo le accuse il bambino aveva raccontato quanto avveniva fra le mura domestiche. Le successive indagini avevano indotto la procura a chiedere il rinvio a giudizio dell'uomo che ha un precedente per spaccio di droga. Il giudice per le indagini preliminari ha ordinato il rinvio a giudizio, cioè che il patrigno andasse a processo. La madre della presunta vittima non si è però costituita parte civile. L'imputato era rappresentato dagli avvocati Cristiano Zoppitelli e Luca Vandone. Sono stati effettuati due incidenti probatori, per raccogliere elementi di prova non ripetibili, sentendo anche il bambino, ma secondo la difesa hanno portato risultati contraddittori. Anche una perizia effettuata sul piccolo, per valutarne l'attendibilità, e le conseguenze di eventuali traumi dovuti agli abusi, non è sta considerata risolutiva. Il collegio giudicante non ha ritenuto di assolvere l'uomo con formula piena, per non avere cioè commesso il fatto. Ma ugualmente, i giudici entrati ieri pomeriggio in camera di consiglio hanno valutato che non si sia comunque potuta formare una prova oltre ogni ragionevole dubbio di colpevolezza. Quindi l'imputato è stato assolto in base all'articolo 530 comma bis del codice di procedura penale, la vecchia "insufficienza di prove". Per il 39enne accusato di violenza sessuale il pubblico ministero Mario Andrigo, aveva chiesto la reclusione per 5 anni e 4 mesi. La pena base prevista dal codice penale è della reclusione da sei a dodici anni, se i fatti sono commessi nei confronti di persona che non ha compiuto gli 14 anni. ©RIPRODUZIONE RISERVATA