Bimba sfigurata da cavallo In tre finiscono a processo
Un anno di reclusione per Giancarlo Guidi, ex sindaco di Romagnese, Piero Giuseppe Zanellini, ex sindaco di Borgoratto Mormorolo, il segretario comunale Gabriele Maggiori e il tecnico Marino Calatroni. Sono le condanne chieste della procura generale al processo d'appello per la vicenda degli appalti pilotati nell'alto Oltrepo. La stessa pubblica accusa ha sollecitato la derubricazione per avvenuta prescrizione di buona parte dei capi di imputazione. In primo grado, erano state inflitte pene varianti da sei anni e sei mesi a un anno e nove mesi. Il processo presieduto dal giudice Paparella riprenderà il 20 settembre per la lettura della sentenza. Il pool di avvocati difensori (nelle foto da sinistra Gnocchi e Di Valentino) ha chiesto l'assoluzione di tutti gli imputati. di Roberto Lodigiani e Paolo Fizzarotti wVOGHERA Una ragazzina di appena 11 anni sfigurata da un calcio di cavallo in pieno viso: l'incidente era accaduto il 6 aprile 2006 all'agriturismo La Torretta di Borgo Priolo. Solo l'abilità dei chirurghi maxillo-facciali di Torino, dove abita la giovane, ha cancellato dal volto di Giulia P. le tracce del trauma. Oggi lei ha 17 anni, ma il processo intentato dai suoi genitori per ottenere giustizia e un giusto risarcimento è ancora alle battute iniziali. Ieri in tribunale a Voghera si è svolta, infatti, la prima udienza pubblica davanti al giudice Garlaschelli. Sul banco degli imputati Andrea Frassone, legale rappresentante della Torretta, con i collaboratori Claudia Maria Crisafulli (istruttrice di equitazione) e Ivan Rizzo (animatore). Frassone era difeso dall'avvocato Cei di Pavia; la Crisafulli dall'avvocato Nicrosini, Rizzo da Merendino del foro di Reggio Calabria. A sostenere l'accusa era il pm Marcello Malavasi. Parti civili Giulia P. e i suoi genitori. Gli imputati sono accusati di lesioni colpose gravi e di violazione delle normative sulla sicurezza. In tribunale c'è stata una sorta di rimpatriata dei compagni di classe della 5ªA della scuola elementare Duca degli Abruzzi di via Montevideo a Torino: ragazzi che oggi sono a un passo dalla maggiore età o l'hanno già compiuta. Chiamati come testimoni, hanno ricostruito la giornata di gita a Borgo Priolo. Non sono mancate le incertezze e i «non ricordo» visto che nel 2006 erano bambini e da allora sono trascorsi sette anni. Tutti, però, hanno più o meno concordato con il racconto di base. Visto il loro numero, gli alunni erano stati divisi in due gruppi, alternatisi nella prova di equitazione in un capannone. Durante i giri di pista i bambini erano in compagnia dell'animatore e dell'istruttrice. L'infortunio si era verificato al termine della prova pratica. Secondo quanto raccontato da parte lesa e testi, i ragazzini erano rimasti da soli davanti alla stalla mentre l'istruttrice entrava e usciva per portare dentro un cavallo alla volta. Poi, uno degli animali aveva iniziato a infastidire un altro cavallo, quello con in sella Giulia P. La ragazzina, visto che non c'erano adulti, non aveva saputo controllare la situazione. Il suo cavallo si era imbizzarrito, lei era caduta e poi era stata colpita al volto da un calcio dell'animale. A soccorrerla era stata l'istruttrice, quando si era accorta dell'accaduto. Il processo riprenderà il 23 settembre. I tempi lunghi rispetto all'accaduto sono legati anche al fatto che gli atti sono passati dal giudice di pace al tribunale quando si è aggiunta l'imputazione per la violazione delle leggi sulla sicurezza. ©RIPRODUZIONE RISERVATA