Elezioni del rettore La politica con Rugge consensi bipartisan

Domani il seggio unico in aula Magna apre alle 9 e chiude alle 18. Lo spoglio inizierà a partire dalle 19 circa, si inizia con le schede del personale amministrativo (che pesano un quarto). Lo spoglio sarà trasmesso in diretta dalla web radio dell'ateneo uCampus. Come per la prima votazione dello scorso 29 maggio anche domani servirà la maggioranza assoluta. Domani il quorum è fissato a 727, una persona in meno rispetto alla scorsa votazione perché dal primo giugno ci sono stati alcuni pensionamenti fra il personale dell'ateneo. Se non sarà raggiunto il quorum ci sarà una terza votazione il 12 giugno, e poi l'eventuale ballottaggio già fissato per il 18 giugno. di Marianna Bruschi wPAVIA Se sarà un governo Rugge c'è chi fa già il paragone con le larghe intese di Letta. Pensando al sostegno dato all'ex preside di Scienze politiche da destra e da sinistra. Anche se - commentano gli analisti del voto - «la politica non si sta interessando poi così tanto alle elezioni del rettore». Nessun sostegno palese, nessun «cari elettori ecco chi dovete votare». Piuttosto incontri informali e appoggio a distanza. Domani l'università torna al voto. Dopo la rinuncia di Gianni Francioni, si dovranno sfidare Virginio Cantoni, che alla prima votazione aveva preso 186 voti e Fabio Rugge, 578 voti. Il quorum di 727 voti non è scontato, ma Rugge in netto vantaggio al primo turno punta a raccogliere quei 149 voti mancanti tra le schede bianche, fra i 261 voti dati a Francioni e magari fra chi ha appoggiato Cantoni che rispetto al pro rettore alla didattica ha ottenuto un maggior consenso tra gli amministrativi. Rugge ha dalla sua un consenso ampio. Anche politico. «Mi sono sempre profilato come una persona non appartenente a partiti né a movimenti né ad aree – spiega Rugge – e credo che questa sia stata una risorsa a disposizione dell'ateneo, il rettore deve poter dialogare con tutti». L'ex preside di Scienze politiche ha incontrato informalmente i vertici del Pd, ha le simpatie del Pdl locale, il voto degli studenti di Cl. Medicina e Ingegneria, tradizionalmente considerate facoltà di centro destra, lo hanno sostenuto già alla prima votazione. E anche tra gli studenti del Coordinamento (sinistra) una parte ha optato non per Francioni, considerato il candidato dei 127 studenti, ma per Rugge. «Mi pare ci sia stato un atteggiamento di rispetto dell'autonomia della funzione della ricerca e dell'università da parte dei partiti – riflette Rugge – Non ci sono state pressioni. Si tratta di scegliere una persona che aiuti a guidare l'ateneo». Pochi i politici locali che per coincidenza sono anche componenti del mondo accademico, ma i partiti, alla finestra, chiedono al futuro rettore un cambio di rotta. Che ha coinciso per molti proprio con Rugge. «Ci si aspetta un rinnovamento, una capacità di management significativa», spiegano a sinistra. Come quando c'era da scegliere tra Renzi e Bersani. Anche se il mondo accademico rivendica schemi differenti, tiene fuori la politica. «Guardiamo ai programmi e al futuro dell'ateneo», la postilla degli universitari. @mariannabruschi ©RIPRODUZIONE RISERVATA