«Troppo sicuri e poco uniti ma già pensiamo alla rivincita»
PAVIA Sguardi bassi, poche parole prima di infilarsi negli spogliatoi e poi partecipare ad una cena di gala che rimarrà sullo stomaco a tutti. La delusione dei canottieri pavesi è pesante. «Abbiamo disputato una bellissima prima manche cui ha fatto seguito una seconda pessima – attacca Corrado Regalbuto – non siamo stati uniti come nella prima». Mattia Boschelli: «Si poteva fare di più nella prima manche? Gli abbiamo rifilato cinque secondi, che non sono pochi. Nella seconda abbiamo avuto problemi prima della partenza. Subito dopo i primi colpi, Pisa ci è andata via e noi presi dalla foga non siamo riusciti a distenderci nè a rimanere compatti». Gianluca Santi: «Otto muratori, con tutto il rispetto, hanno battuto otto professori. Dopo aver vinto la prima manche di cinque secondi di sicuro non ci aspettavamo di perdere di sette. Forse eravamo troppo sicuri». Il pavese timoniere Alberico Fiori è forse il più deluso: «Era la mia prima Pavia-Pisa e volevo vincere per me, il Cus e Pavia. Ora ciascuno si assuma le proprie responsabilità». Il presidente del Cus Pavia Cesare Dacarro esordisce: «Un secondo e otto decimi sono sufficienti per essere tristi e digerire male questa sconfitta che ci pesa, ma che ci stimola a dare ancora qualcosa in più. La città ha risposto». Il rettore Angiolino Stella aggiunge: «Quest'anno ha vinto Pisa, ma teniamoci stretta la vittoria di due anni fa con i toscani ed Oxford. Siamo ancora in vantaggio noi». Angelo Porcaro, presidente Panathlon Pavia, ed ex tecnico di canottaggio del Cus Pavia: «Molte delle gare sul fiume vengono determinate dalle doti del timoniere. Nella prima manche non erano sufficienti cinque secondi, occorreva venire molto vicino alla riva, come poi han fatto i pisani. Forse sul Ticino sarebbe meglio partire nella corsia svantaggiata. E' una botta che non ci voleva». Festeggia il presidente del Cus Pisa Denny Innamorati: «Abbiamo fatto en plein, vincendo sia la Pisa Pavia che il primo Trofeo Università di Pavia. La prima volta che gareggiammo qua un guasto al timone ci frenò. Oggi è una grande soddisfazione». Alessandro Simoncini, allenatore del Cus Pisa chiude: «Nella prima manche corsia sfavorita ed errore del timoniere ci hanno penalizzato. I ragazzi ci hanno messo il cuore e abbiamo rivinto il trofeo e la finale col Cus dei Laghi ha ripetuto lo stesso canone». (m. sc.)