«Cittadinanza onoraria ai figli degli immigrati»

di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA La cittadinanza onoraria ai figli degli immigrati nel giorno della festa della Repubblica. L'ha proposto il comitato provinciale "L'Italia sono anch'io" con una lettera spedita ai sindaci dei 190 comuni della provincia di Pavia. Casorate Primo l'aveva preceduto consegnando a febbraio attestato di cittadinanza, copia della Costituzione e bandiera italiana a 70 bambini immigrati che frequentano le scuole in paese. Cava Manara lo farà a metà settembre. E il ministro dell'Integrazione Cécile Kyenge dà all'iniziativa la sua benedizione. «Sostengo con convinzione iniziative e buone pratiche come questa, che sempre più spesso emergono dai territori sia nella forma di campagne di sensibilizzazione, sia come iniziative di riconoscimento della cittadinanza onoraria – dice il ministro – . Un segno, questo, che il paese è pronto a riconoscere i diritti per ogni cittadino, avendo inteso che il valore di un'ampia cittadinanza accresce tutta la comunità. Il fatto che l'appello giunga da sindacati e associazioni mi permette poi di sottolineare il fondamentale tema dell'indivisibilità dei diritti: un nuovo senso della cittadinanza stabilizza la coesione sociale e con essa gli stessi diritti dei lavoratori. Mi auguro, quindi, l'adesione della maggioranza dei 190 comuni della provincia di Pavia». Un gesto simbolico, spiega il comitato provinciale - di cui fanno parte tra gli altri Acli, Arci, Cgil, Caritas e Migrantes Pavia, Pax Christi, Anolf Cisl, Unicef, partiti, numerose associazioni locali ma anche singoli cittadini – «un'opportunità per molti giovani che sentono la necessità di riconoscersi nel paese in cui sono cresciuti». Tutti i bambini che vivono in provincia, sostiene il comitato, «hanno il diritto di avere gli stessi diritti e doveri di chi ha genitori italiani». «E' proprio questo il principio che ha ispirato la nostra giornata di febbraio – spiega Gianni Rho, sindaco di Casorate , 8400 abitanti – . Sono i bambini i futuri cittadini di questo Paese. Abbiamo lavorato un mese prima della festa, portando di volta in volta le classi di materna, elementari e medie in sala consiliare per illustrare ai bambini la nostra idea». Un'immigrazione, quella del centro ai confini con il milanese, che viene da Pakistan, Romania, Albania, Brasile, Perù e Santo Domingo. « La festa è stata emozionante – prosegue Rho – A ognuno dei 70 bambini stranieri abbiamo consegnato attestato, Costituzione e bandiera italiana». Domani partirà dal Municipio l'invito al ministro Kyenge. «Le chiederemo di venire a parlare a questi bambini» dice Rho. Sulle orme di Casorate si sta muovendo anche Cava Manara. «A metà settembre convocheremo un consiglio comunale aperto per dare la cittadinanza ai figli degli immigrati – dice il sindaco Claudia Montagna – Stiamo terminando il censimento». Gli stranieri che vivono a Cava sono circa 300 e per i loro figli vengono organizzati corsi di italiano e doposcuola in Biblioteca due volte a settimana. Storce il naso invece il sindaco di Pavia, destinatario della lettera. «Non vedo la necessità di coinvolgere la politica in un dibattito che rischia di diventare strumentale – dice Alessandro Cattaneo, che è anche presidente reggente Anci –. Mi sembra che le leggi dello Stato riconoscano già i diritti agli stranieri. Io stesso come sindaco firmo spesso la cittadinanza a immigrati che ne hanno titolo. Non è mai stato rifiutato nessuno che ne avesse diritto». Cattaneo però aggiunge: Sono contrario allo Ius soli, preferisco lo Ius culturae, cioè parlare di diritti dopo aver intrapreso un percorso culturale. Pavia comunque sul piano dell'integrazione è molto attiva: i figli degli immigrati frequentano le scuole e i servizi pagati dal pubblico e possono usufruire dell'assistenza sanitaria». ©RIPRODUZIONE RISERVATA