Sannazzaro, fiamme dalla raffineria
SANNZZARO Allarme all'Eni per la mancata erogazione di corrente; nessun danno alle persone. Ma i rischi per i polmoni dei cittadini? L'assessore all'ambiente e vicesindaco Perangelo Fazzini dice: «Abbiamo tenuto un filo diretto con la direzione dell'Eni. Le eventuali conseguenze delle emissioni saranno all'esame già stamattina. Seguiremo gli andamenti della qualità dell'aria attraverso gli spettri analitici di Arpa che controlla in tempo reale la situazione. Saremo anche informati da Eni sulla situazione interna e sulle cause. Ne discuteremo nella commissione di controllo sulla raffineria che dovrà analizzare il problema». Già si affacciano le reazioni dei gruppi di minoranza. «Abbiamo chiesto da tempo – dice Roberto Zucca – di essere informati sugli accadimenti all'Eni ma siamo stati ignorati. Ieri è mancata la corretta informazione alla gente. E sarebbe bastato usare i tabelloni luminosi perché la gente non si allarmasse inutilmente come invece ha fatto sino a sera». (p.c.) SANNAZZARO Black out elettrico alla raffineria Eni: tutti i processi produttivi si sono improvvisamente bloccati ieri poco dopo le 16. Un blocco all'approvvigionamento di energia elettrica in arrivo dalla vicina Enipower di Ferrera e tutto si è fermato. La conseguenza? Al fine di de-pressurizzare reattori e impianti di raffinazione i sistemi di sicurezza attivi hanno fatto confluire semilavorati e gas alle due fiaccole attive in quel momento, quella dell'isola 6 e 7 e quella dell'Hydrocracking 2. E dalle ciminiere si sono alzate fiamme anomale, molto più alte di quanto non lo siano abitualmente, e una colonna di fuoco alta, in certi momenti, anche quindici-venti metri. E poi la scia molto vistosa di fumo nero e denso che ha invaso per almeno due ore il cielo d Sannazzaro, visibile anche da Mede, Dorno, Garlasco. La gente si è allarmata. E sono state molte le chiamate in municipio e ai pompieri per avere quelle notizie che sono purtroppo mancate. Meno di un'ora e la torcia più bassa si è andata lentamente spegnendo; solo quella dell'Hidrocracking ha sparato in aria fuoco e fumo per quasi due ore e solo verso le 19 si è gradualmente abbassata sino a raggiungere gli standard abituali. Un blackout energetico del tutto inatteso che ha determinato non solo il blocco istantaneo di tutte le produzioni ma che potrebbe cagionare tempi lunghi per la rimessa in moto degli impianti. Secondo indiscrezioni raccolte in serata, quello di ieri sarebbe stato un black out (circa venti minuti) davvero anomalo: altre volte la mancata erogazione di energia elettrica era durata pochi secondi. La durata dell'incidente tecnico di ieri, le cui cause sono al vaglio della direzione tecnica della raffineria Eni, è stata davvero spropositata al punto di mandare in fumo ingenti quantità di gas. Il problema è anche strettamente legato alla sicurezza del bacino che circonda il grande polo petrolifero. «Non sappiamo come comportarci– dicevano nel pieno del fenomeno di emissione nell'aria alcuni avventori dei bar del centro. Ed ancora: «Fiamme così alte le abbiamo visto solo nel grande incendio di un anno fa quando esplose un forno». Certamente più pericoloso allora; ma il fumo emesso ieri per una durata di quasi tre ore consecutive ha invaso, in taluni momenti, anche la città. «Ho sentito quell'odore acre – diceva una donna che risiede in viale Loreto, nell'area più sottoposta al movimento dei fumi spinti dal vento – anche in casa, a finestre chiuse. Sono andata al comando di polizia urbana dopo aver visto quella colonna nera in cielo, ma l'ufficio era chiuso. Senza informazioni, ho preferito barricarmi in casa». Paure e tensioni legittime di fronte a questa emergenza, in attesa che il Piano di emergenza comunale (Pec), già varato, dia i necessari strumenti per informare in tempo reale la gente. Paolo Calvi