Allegri e il Milan Continua la danza della panchina

Tutti col fiato sospeso. Da Milano a Roma. Tutti ad aspettare la decisione di Massimiliano Allegri. La speranza della dirigenza di Trigoria, costantemente in contatto sia con l'allenatore sia col suo legale (Paolo Rodella), è che Allegri si sia finalmente deciso a rescindere il contratto con un anno d'anticipo in modo da tagliare i ponti col suo passato rossonero e abbracciare così la causa giallorossa. Nella Capitale lo attende il dg Franco Baldini, ritornato da Londra, ma a scortarlo da Milano in caso di fumata bianca sarà il ds Walter Sabatini che resterà anche oggi nel capoluogo lombardo per il decisivo contatto, quello che nelle previsioni romaniste dovrà concludersi con la firma sul biennale da 3,5 milioni di euro a stagione. MILANO L'altalena non si ferma ma potrebbe farlo presto e spingere Massimiliano Allegri dal Milan alla Roma. Sono ore delicate, un faccia a faccia atteso per tutto il giorno fra il livornese e Adriano Galliani dovrebbe risolvere il rebus che interessa due squadre e almeno due allenatori, ossia lo stesso Allegri e il principale candidato alla sua successione, Clarence Seedorf, senza contare le alternative che i dirigenti giallorossi dovranno percorrere se dovesse sfumare il piano per il toscano. Ogni strada è aperta finchè Allegri non avrà chiarito il suo rapporto con il Milan, ma fra i vertici romanisti con discreto ottimismo contano sul fatto che il tecnico ottenga il prima possibile la risoluzione consensuale del contratto in scadenza nel giugno 2014. Mentre il ds della Roma Walter Sabatini in un albergo milanese attendeva il segnale giusto per intervenire, da ieri mattina giornalisti e operatori tv hanno aspettato invano l'allenatore davanti alla sede di via Turati, ma si sono dovuti accontentare di Mino Raiola, che dopo una visita a Galliani, ha confermato quanto già spiegato da Balotelli: «Mario si sente bene con Allegri, ha fiducia in lui: con Allegri ha fatto più che bene, sa quello che ha ma non sa quello che può arrivare». Forse proprio le telecamere hanno tenuto lontano dalla sede Allegri, che fino al primo pomeriggio è rimasto a Livorno, dove negli ultimi giorni ha riflettuto a lungo sulla proposta della Roma, sul desiderio di restare al Milan e sul rapporto con il presidente Silvio Berlusconi, che non è esattamente lineare. Dopo le critiche del finale di stagione e il messaggio (smentito) ad Aldo Biscardi, ennesima prova è stata la gestione del vertice convocato per definire il destino di Allegri: prima l'ex premier lo ha spostato da lunedì a giovedì, poi lo ha cancellato. Nel frattempo non sono arrivati l'esonero, nè manifestazioni di fiducia e dopo una settimana di alti e bassi è sempre più diffusa l'impressione che le parti coinvolte non abbiano fretta. Pronto a partire oggi per la Georgia con tanti ex rossoneri per la partita d'addio al calcio di Kaladze, sa quanto il tempo possa essere un alleato Galliani, che è sempre stato il principale sponsor di Allegri e ora sta cercando una mediazione con Berlusconi. Dal canto suo, non ha fretta nemmeno Seedorf, che ha saltato l'ultimo impegno del Botafogo per un'influenza ma domani sarà in campo e potrebbe approfittare della pausa del campionato dal 9 giugno al 7 luglio per svestire i panni di calciatore e rispondere alla chiamata di Berlusconi. Forse fremono un po' di più gli allenatori favoriti alle spalle di Seedorf, come Roberto Donadoni e Frank Rijkaard.