"Max 20", il nuovo Pezzali canta anche con Baglioni
MILANO A distanza di un anno dall'uscita de "Hanno ucciso l'uomo ragno 2012" Max Pezzali torna con un nuovo lavoro in studio, "Max 20", a chiudere il cerchio delle celebrazioni per il ventennale della sua carriera. Cinque brani inediti - di cui due scritti a quattro mani con Mauro Repetto - e 14 duetti con i più grandi artisti della musica leggera italiana: i nomi sono quelli di Baglioni, Edoardo Bennato, Cremonini, Jovanotti, Elio, Fiorello, Grignani, Nek, Raf, Ramazzotti, Renga, Sangiorgi, Van de Sfroos, Venditti. I cinque brani inediti sono: "Welcome mr. Presidente", "Il Presidente di tutto il mondo", "I Cowboy Non Mollano", "Ragazzo inadeguato" e "L'universo tranne noi". Questa la tracklist del nuovo album di Pezzali, anticipato in radio da "L'Universo tranne noi". Il 4 giugno Max 20 sarà disponibile nei negozi e negli store digitali Max dopo "Hanno Ucciso l'Uomo Ragno 2012" in molti si attendevano un disco di soli inediti. Come mai la scelta di un album composto in gran parte da duetti? «Perché un disco di inediti non rientrava nella logica del ventennale. Ho collaborato con i cantautori della mia formazione, tracciando un percorso caratterizzato non soltanto dalla mia musica». Ci sono i più popolari cantanti della musica italiana. «Tutto è cominciato da Fiore. Siamo cresciuti insieme, con Claudio Cecchetto e Radio Deejay, e negli anni è sempre rimasta una grande amicizia e stima. Anni fa in un suo show abbiamo cantato insieme "Sei un mito": è stato quello il primo brano che ho scelto per la tracklist. L'idea era di radunare artisti significativi per me ma anche per l'evoluzione del Paese. Ho chiamato gli artisti che più hanno influenzato la mia storia personale, da ascoltatore. Ciascuno ha avuto la sua importanza: ricordo i concerti di Elio e le Storie Tese a Giussago e a Voghera; mi ha sempre stregato il loro personalissimo uso del linguaggio. Raf è la quintessenza del pop, così come Eros Ramazzotti. Jovanotti è sempre stato la chiave di tutto; il cerchio si chiude con Cremonini che rappresenta il cantautore moderno». Dalla ballata romantica agli 883 "L'Universo Tranne Noi" passando per le canzoni scritte con Mauro. Il legame con le tue radici si percepisce eccome. «Il mio motto è "Evolution not revolution"; mi considero alla stregua di un conservatore sudista! Non credo agli stacchi netti rispetto al passato». Stai aprendo a un ritorno degli 883? «Non è proprio così: m'interessava creare un canale di comunicazione con Mauro, riattivato già con il brano dello scorso anno "Sempre Noi". È difficile riproporre quell'idea, abbiamo intrapreso percorsi professionali diversi, ma il confronto è certamente possibile». Due brani del nuovo album li ha scritti con Mauro Repetto. Da dove nasce l'idea di questo "Presidente di tutto il mondo", uno dei brani inediti? «Me l'ha snocciolata Mauro: nasce da un suo progetto, una piece teatrale molto divertente che mi auguro vedrà presto la luce, lo spunto per la nostra canzone». "Ragazzo inadeguato" è la nemesi del "ragazzo fortunato" messo in musica da Jovanotti? «Esatto, il ragazzo fortunato ai tempi della crisi! In un modo condizionato dai blog e dalle mode, è quello che si chiede: "possibile che il mio modo d'essere sia sempre fuori luogo?". Poi c'è la genuinità del cowboy de "I cowboy non mollano", l'alfiere della campagna incontaminata, della vecchia tradizione che resiste, alla Willie Nelson del Farm Aid». Tour in vista? «Sarò il 3 giugno ai Wind Music Awards, poi il 15 giugno all'Mtv Day. Stiamo organizzando il tour vero e proprio, dovrebbe partire ad ottobre». Max, ormai vivi a Roma, ma le canzoni inedite per il nuovo album le hai composte a Pavia. Proprio non riesci a star lontano dalla tua città. «È ancora una mia strategica base professionale. Il cordone ombelicale che mi lega a Pavia non è mai stato reciso: è un modo per staccare dal caos perenne della capitale. A Pavia mi ritaglio spazi tutti miei, riesco ad affrontare quella malinconia e quella pressione che attiva il processo creativo». Una Pavia mansueta dunque. Eppure hai appena tenuto banco con i racconti della dolce vita pavese dei Novanta. «Era la culla del divertimento universitario. Non tutte le città avevano un Ateneo, perciò Pavia attirava ragazzi da tutta Italia e non solo: ora è un po' diverso, ho notato un imborghesimento generale degli studenti». Ti lega una sincera amicizia al sindaco Cattaneo. «È un bravo ragazzo: è giovane e si dà da fare. Credo abbia una visione moderna e illuminata di come dovrebbe essere la vita in una grande città. Poi è sempre difficile mediare tra posizioni inconciliabili, nella quotidianità politica. Come il Presidente cantato nel mio nuovo disco, lui deve essere il sindaco "di tutti i cittadini". Qual è l'aspirazione di Max Pezzali nel 2013? «Raccontare quello che mi piace, che non è tutto lo scibile, ma una porzione di quello che vedo. Voglio continuare a scrivere storie». Roberto Pegoraro