Garlasco, finito il boom posti vuoti all'asilo

GARLASCO Il lato positivo è che non ci sarà lista d'attesa. Il dato, che è anche il segno delle difficoltà del periodo, è che anche quest'anno l'asilo comunale avrà meno iscritti di quanti ne potrebbe ospitare. Dopo la scadenza dei termini per la presentazione delle domande, lo scorso 31 marzo, l'ufficio servizi sociali del Comune si sta occupando di ultimare la lista degli iscritti. «Chiaramente i dati numerici non sono ancora esatti, ci diamo tempo fino alla prossima settimana - spiega Giovanna Migliavacca, capoarea dei servizi sociali - stando alla documentazione di cui siamo in possesso fino ad ora si raggiungerà a fatica il numero massimo di capienza della struttura che è rappresentato da 28 bambini». La capienza dell'asilo nido potrebbe essere anche superiore, ma i dettami della Regione in merito al rapporto tra educatrici e utenti è preciso: ad ogni maestra corrispondono non più di 7 bambini e la struttura comunale garlaschese è dotata di 4 insegnanti. «Certamente per stilare una lista d'attesa dobbiamo prendere in considerazione i nuovi iscritti, ma anche i bambini che confermano la loro presenza anche per l'anno scolastico 2013/2014 - prosegue la capoarea -. Comunque ancora non abbiamo la certezza che tutti coloro che hanno presentato la domanda si iscrivano poi effettivamente al servizio e quindi preferiamo andarci con i piedi di piombo, la cosa certa è che avendo quattro insegnanti il numero di bambini non può superare le 28 unità, ma ad oggi si potrebbe anche cominciare a settembre con un numero inferiore». Secondo l'opposizione, mancherebbe all'asilo nido comunale quella capacità attrattiva che invece, sempre secondo la minoranza, sembrano avere alcune strutture private che si sviluppano sulla zona, a partire da una maggiore flessibilità negli orari. «Fuori dubbio invece – è il parere di tutti – l'assoluta competenza delle educatrici, già da anni presenti al l'asilo nido e confermate per professionalità e dedizione». Dalla maggioranza però non si nascondono i problemi legati al mantenimento di un asilo nido oneroso per costi e gestione: non si possono assumere più insegnanti o allargare gli orari proprio a causa dei tagli nei trasferimenti statali all'area sociale e alle basse rette pagate dall'utenza. «Difficile – dicono in Comune – che la situazione abbia sviluppi senza che dal governo centrale si opti per un maggiore flusso di finanziamenti agli enti locali. Maria PIa Beltran