Ciliegie, la produzione va a picco
RIVANAZZANO Allarme ciliegie e albicocche, tiene la produzione di pesche. Anche gli agricoltori di Rivanazzano Terme segnalano una produzione fortemente negativa per le ciliegie e le albicocche con un quantitativo calato di un terzo rispetto alle stagioni passate che arreca un danno economico notevole. Il metro di riferimento è il mercato: se si va da un ortofrutta un chilo di ciliegie mediamente costa 6 euro e 50 centesimi con picchi anche di 9 euro quando invece il prezzo medio degli anni passati era 3 euro e 50 centesimi. Alberto Lucotti proprietario dell'azienda agricola, presidente della commissione agricoltura di Riva e di Terranostra (associazione degli Agriturismi di Coldiretti) da il quadro della situazione. «Le ciliegie di maggio sono una varietà che quest'anno non abbiamo. Hanno preso freddo, con la pioggia non sono maturate: sono piccole e brutte». Anche il produttore rivanazzanese Maurizio Torra spiega come le ciliegie «20 maggio», come gergalmente vengono chiamate, siano state distrutte dalla pioggia. «L'albicocca ha la produzione distrutta e le ciliegie precoci sono tutte andate, tengono le pesche. Quando finirà la produzione di frutta in Puglia e Sicilia, ora in commercio, non avremo prodotti nostri». Pierluigi Barbieri è un altro produttore. «La produzione di albicocche precoci è completamente stavolta». «Anche per il frumento abbiamo fatto fatica - aggiunge Daniele Fariseo -, ma non ci sono stati i danni che ha subito la frutta». Lorenzo Sacchetti ha duemila piante di pesche e circa mille di albicocche. «Pesche ce ne sono, le albicocche cadono per terra. Ciliegie? Avevo problemi con gli storni quindi le ho tolte». (m.q.)