Ferrari: «Querelerò gli skin per il volantino Io mai inquisito o imputato per Ramelli»
«Faccio interventi ovunque, ma contestazioni come queste le ho solo a Pavia. Quindi è chiaro che il problema riguarda le organizzazioni di destra pavesi». Saverio Ferrari era già stato contestato al Barattolo nel 2004 e nel 2010 a Voghera. Esponente dell'Osservatorio democratico delle nuove destre era stato contestato da skin e neofascisti, ma anche da Forza Nuova tanto che ne aveva querelato il segretario pavese Daniele Spairani. «Il lavoro da me svolto in questi anni di analisi e monitoraggio dell'estrema destra italiana, con tutte le violenze, procura fastidio, ma continuerò a partecipare a tutte le iniziative antifasciste a cui verrò invitato». Sul volantino distribuito da Pavia SH , in cui lo si accusa dell'assassinio di Sergio Ramelli Ferrari afferma: «Procederò per querela per diffamazione, non essendo mai stato né inquisito, né imputato né tanto meno condannato per quella vicenda». Il Ferrari condannato per l'omicidio di Ramelli il 29 aprile 1975 è infatti Giuseppe Ferrari Bravo. «Risulta davvero singolare – riprende poi Ferrari – che a stigmatizzare l'invito a un pubblico dibattito, rivolto alla mia persona, perché "condannata in via definitiva" per "violenza", sia chi milita in Forza Nuova, il cui fondatore, Roberto Fiore, fu condannato a 5 anni e mezzo per associazione sovversiva e banda armata, e per questo resosi latitante fino al 1997, anno in cui venne sancita la prescrizione dei suoi reati. Sono stato, per l'episodio del marzo 1976 di Largo Porto di Classe a Milano, riconosciuto colpevole di concorso in fabbricazione, trasporto e uso di bottiglie incendiarie, e per questo condannato a un anno e tre mesi. Ma come risulta dal certificato penale non compare invece alcuna condanna per lesioni. Esattamente lo stesso reato per cui l'attuale sindaco di Roma Gianni Alemanno fu sanzionato con due anni di carcere per un episodio postumo agli anni Settanta».