Voghera, corsa a ostacoli per rinascere in Eccellenza
Inizia il mercato e i giocatori e staff tecnico del Voghera iniziano ad essere contattati da diverse società. Mister Rocco Cotroneo ha qualche proposta da squadre di serie D sia dei gironi del nord che del centro, mentre il ds Pasquale Gigliotti è stato avvicinato da due squadre che stanno cercando di mantenere la Seconda Divisione. Valle D'Aosta e Rimini devono ancora disputare il ritorno dei play out (i riminesi hanno vinto fuori casa 2-0 l'andata), ma l'ex ds vogherese ha parlato con entrambe. Ronchetti da qualche mese è seguito dal Lecco (abita in quelle zone), la società vuole fare una squadra importante per salire tra i pro, mentre Alessandro non ha mai nascosto la volontà di tornare a Taranto sebbene non ci sia chiarezza sulle sorti della società. Buonocunto in questi giorni era a colloquio con Fogliazza della Pergolettese. VOGHERA Corsa contro il tempo per salvare il Voghera. Per fare di Oltrepo e Voghera una squadra sola sono rimasti appena quaranta giorni: prima della metà di luglio la squadra dovrà essere iscritta ad un campionato, serie D o Eccellenza che sia. Tre ipotesi. I tifosi vedranno ancora la maglia rossonera sui campi dilettanti? La via più facile è la fusione con il Nord Voghera, ma la seconda realtà calcistica vogherese dalla Terza categoria è cresciuta fino alla Prima ed ha l'obiettivo di salire in Promozione con le proprie forze. E non vuole entrare nel Voghera se non per quanto riguarda il settore giovanile. La seconda carta nel mazzo del sindaco Carlo Barbieri (che personalmente si sta interessando alle sorti del Voghera) è un gruppo di imprenditori disposti a fare gruppo per il Voghera. Ma anche in questo caso le difficoltà non sono poche: negli ultimi anni l'imprenditoria del territorio (con alcune eccezioni) non si è mai avvicinata al Voghera. La terza possibilità è quella che sta prendendo corpo negli ultimi giorni: unione con l'Oltrepo per costituire un'unica società oltrepadana da Stradella a Voghera che giochi un campionato di medio livello. Summit a palazzo. Quando gli è stata prospettata dal sindaco Barbieri l'ipotesi di una fusione con Voghera, l'uomo forte dell'Oltrepo Luigino Maggi non ha storto il naso. I minori introiti derivanti dalle sponsorizzazioni e la necessità di potenziare l'Oltrepo per il futuro hanno convinto Maggi a sentire cosa aveva da proporgli Barbieri. Il Comune di Voghera può mettere a disposizione un contributo di circa 45mila euro (dato negli ultimi anni per il settore giovanile, almeno formalmente) e poi potrebbe tornare anche l'Asm che da anni non fornisce sponsorizzazioni, ma ai tempi di Gastaldi era attiva. L'obiettivo sarebbe mettere insieme - tra contributi pubblici e privati - una somma accettabile e poi capire in che categoria essere ammessi. Va detto che con 250mila euro si può fare un dignitoso campionato in serie D. Chi fa cosa? Perché un matrimonio avvenga, oltre agli sposi ci deve essere chi celebra (la Federazione), i testimoni (dirigenti per la nuova società) e invitati (tesserati, settore giovanile, pubblico). Perché ci siano tutti questi elementi bisogna lavorare parecchio. Dove si gioca? Lo stadio di Voghera ha una capienza di più di 4000 posti, quasi il doppio rispetto allo Scirea di Stradella che è uno stadio 2200 persone. E il nome della società? Sia Voghera che Oltrepo ci tengono a non perdere l'identità. Si potrebbe chiamare «Voghera-Oltrepo» e si tratterebbe dell'Oltrepo che andrebbe a giocare a Voghera con i dirigenti stradellini e una rappresentanza vogherese. La questione Troiano. L'attuale società rossonera vede a capo il dg Donato Troiano che da quattro anni gestisce le sorti rossonere. Da quando, nel 2009 rilevò la società da Roberto Ascagni con l'intermediazione di Giampiero Rocca (attuale assessore ai Lavori pubblici di Voghera) e Vincenzo Giugliano (ex assessore alla sicurezza). Troiano rimane alla finestra. Ha detto più volte di voler vendere. Sarebbe comunque intenzionato a iscrivere la squadra in serie D. Ma dove giocherebbe. Barbieri non ha fatto mistero di non voler più concedere il Parisi a chi ha lasciato una scia di creditori tra fornitori, consulenti, calciatori e dipendenti. Marco Quaglini