Raid a San Genesio tre furti di notte

Troppi furti per il consigliere comunale di minoranza Gian Piero Zetti che attacca l'amministrazione leghista e chiede più controlli sul territorio. «Dove sono finite le ronde decantate dagli amministratori? – chiede Zetti -. Questa amministrazione, come ormai è sua consuetudine, si limita a fare proclami e a portare avanti annunci, solo belle parole a cui non corrispondono azioni concrete». A casa del figlio dell'ex segretario della Lega nord, Alberto Robeni, non sono riusciti ad entrare, e hanno portato via solo un paio di scarpe. Il sindaco Cristiano Migliavacca (nella foto) assicura che «i controlli sono stati intensificati. Il territorio è costantemente monitorato dalle forze dell'ordine. Presto ripartiranno le ronde». di Adriano Agatti wSAN GENESIO Ladri scatenati a San Genesio dove tre abitazioni sono state svaligiate in due notti mentre i proprietari dormivano. Un vero raid che segue quelli di Linarolo, Marcignago e Trivolzio. Le bande hanno colpito in via Castellazzo nell'abitazione di Zita Cantoni, in via Delle Orchidee nella villetta di Giuseppe Longhin e Elena Granata e in via Battaglia di Pavia nella villa di Maria Letizia Mazzucca. Il bottino è ingente tra denaro, cellulari e denaro contante. Il primo furto è è stato messo segno nell'abitazione di Zita Cantoni. I ladri hanno forzato la porta finestra posteriore praticando dei piccoli fori negli infissi. Sono entrati mentre la donna dormiva e si sono impossessati di 50 euro, di alcune monete e di un collier. Sono fuggiti senza lasciare tracce. I carabinieri hanno eseguito il sopralluogo. La notte successiva la gang di scassinatori è tornata a San Genesio. E ha colpito in via Brigate di Pavia da Maria Letizia Mazzucca. I ladri hanno forzato la porta finestra (anche qui con la tecnica dei buchi negli infissi) e sono entrati. Hanno preso il portafoglio da una borsa, oggetti d'oro e anche tre orologi. «Ho visto un'ombra che si aggirava in camera da letto – spiega la padrona di casa – e pensavo che fosse mio marito. Ma mi sono accorta che era al suo posto e mi sono alzata. Il ladro ha avuto il tempo di fuggire. Abbiamo subito chiamato i carabinieri: erano le cinque del mattino. Hanno lasciato la borsa nel giardino: per fortuna non hanno portato via i documenti. Almeno quelli». La gang si è spostata in una strada vicina, via Delle Azalee. Qui hanno forzato una finestra posteriore dell'abitazione di Giuseppe Longhin. Sono riusciti ad entrare e si sono impossessati di un televisore, di circa 400 euro in contanti (erano nei portafogli dei padroni di casa) di due telefoni cellulari e di tre orologi. In casa c'erano marito, moglie e due figli che non si sono accorti di nulla. «Mio marito – racconta Elena Granata – mi ha detto di aver sentito dei rumori ma pensava fossero stati provocati dal vento. Mia figlia era rientrata verso l'una e mezza ed era tutto tranquillo». I ladri sono fuggiti nelle campagne nel retro della villetta ma qui, forse per la presenza dei carabinieri, hanno dovuto abbandonare il televisore, la parte più ingombrante della refurtiva. Poi si sono allontanati a piedi.