Di Chiara: «Grazie Pavia ma ho Palermo nel cuore»
di Luca Simeone wPAVIA L'accento, dopo anni di permanenza a Reggio Emilia, se n'è andato via. Ma non la passione per la sua Palermo, più viva che mai. E allora è normale comprendere come il sogno di Gianluca Di Chiara sia quello di tornare nella città dove è nato e ha vissuto l'infanzia, prima di trasferirsi al Nord con la famiglia. Arrivato come terzino sinistro e plasmato da mister Giorgio Roselli mediano-mezzala, Di Chiara è stato uno dei protagonisti della stagione del Pavia e uno dei giovani più interessanti emersi nel campionato di Prima divisione. In azzurro ci è arrivato con la formula del prestito, proprio dal Palermo che ne detiene in cartellino. «Quando sono venuto qui non mi aspettavo certo di diventare titolare, anche perché nel mio ruolo c'erano altri giocatori – spiega Di Chiara, che il suo esordio con il Pavia l'ha fatto a 18 anni – con il mister si è creato un rapporto particolare, anche fuori dal campo. Dalla panchina mi richiamava spesso durante le partite, ma questo mi ha fatto sentire ancora più partecipe e responsabilizzato». Alla quinta di campionato è arrivato anche il primo gol in Lega Pro per lui: «Alla rete contro la Virtus Entella è legato certamente il ricordo più bello della stagione – racconta – ma di gare da ricordare ce ne sono anche altre: penso a quella con il Lecce, contro giocatori che fino all'anno scorso erano in A, o con il Trapani in casa, e ancora a Cremona, quando vincemmo dopo essere rimasti in dieci». Giocatore di grandi prospettive ma dal futuro immediato avvolto dagli interrogativi, come accade peraltro a quasi tutti a fine stagione, in particolare a chi come lui torna alla base per fine prestito. «Devo ancora parlare con il Palermo e al momento non so nulla – dice – certo tornare nella città dove sono nato, e vestire i colori della squadra per cui tifo sarebbe il massimo». Il Palermo è appena retrocesso in serie B, per un giovane che ha comunque fatto il suo primo campionato in Lega Pro non è semplice ritagliarsi un posto in squadra: «L'ideale sarebbe fare un altro anno come quello appena finito a Pavia, avendo la possibilità di giocare in continuità, in B o in Lega Pro. Se rimanessi a Palermo in B anche riuscire a fare 15-20 presenze sarebbe un'ottima cosa». Non è un mistero che il Pavia voglia provare a tenerlo in azzurro, magari con un rinnovo del prestito. «A Pavia mi sono trovato benissimo, devo ringraziare tutti e sono convinto che sia stata la scelta migliore per me. E fa piacere sentire che vorrebbero confermarmi». Però il sogno è sempre colorato di rosanero: «Tornare a Palermo avrebbe un sapore particolare per me». ©RIPRODUZIONE RISERVATA