Gambolò a Galimberti per trenta voti

di Denis Artioli wGAMBOLÒ Il centrosinistra conquista Gambolò. Il nuovo sindaco è l'avvocato Claudio Galimberti, 37 anni, candidato della lista «Fare Civico»: ha strappato per una manciata di voti la poltrona di sindaco al Pdl di Elena Nai, sua collega nelle aule di Tribunale. Galimberti diventa primo cittadino con 1.451 preferenze (il 30,29%) mentre Nai ne ha ottenute 1.421 (il 29,65%) appena trenta di meno. Una sfida giocata all'ultimo voto, che ha visto come unico vero inseguitore dei due candidati in fuga solamente Antonio Costantino, esponente leghista: ha ottenuto 1.352 voti (il 28,21%). Un flop, invece, per il Movimento 5 Stelle, guidato da Claudio Pizzolo, che non ha raggiunto nemmeno il 10%, con 460 voti, e per l'Italia dei Valori di Antonio Sciretta, ultimo arrivato con 108 voti (2,25%): neanche il comizio di Antonio Di Pietro a Gambolò è riuscito a spingerlo più in su. Galimberti ieri ha stappato lo spumante nel cortile dell'auditorium comunale, con i candidati della sua lista e i suoi sostenitori. Non è stata avvistata in zona, invece, Elena Nai, che domenica sera aveva anche dovuto vedersela con la Lega Nord e Costantino. L'hanno contestata per un video apparso su una pagina Facebook, amministrata anche dal sindaco uscente: video in cui Nai indicava agli elettori come votare per la sua lista, subito tolto poi da Facebook. Tra i due litiganti, alla fine, il terzo ha vinto. Adesso la palla passa al giovane avvocato Galimberti che è cresciuto a Gambolò, è diventato perito elettronico all'Itis Caramuel di Vigevano e poi si è laureato in Giurisprudenza all'Università di Pavia, con il professor Michele Taruffo e una tesi in procedura civile. Galimberti, sposato, con un figlio di 16 mesi, adesso vive a Vigevano, dove ha lo studio legale. Ha l'hobby della montagna e degli sci, della lettura (libro preferito "Il ritratto di Dorian Gray", di Oscar Wilde), tifoso juventino ed estimatore, in campo musicale, dei Nirvana e dei Red Hot Chili Peppers. Non gli dispiacciono gli orologi e al polso sfoggia un Rolex. «Sapevo che ci saremmo giocati la sfida fino all'ultimo con Elena Nai – commenta Galimberti, dopo l'esito elettorale – la percezione che in città la gente ci sostenesse era chiara». In che cosa ha sbagliato Nai e quale è stata la carta vincente di Galimberti? «Forse l'errore di Elena – risponde il nuovo sindaco – è stato quello di non dare un progetto e una prospettiva a Gambolò, ha continuato a ribadire quel che aveva già fatto senza guardare avanti. Io non ho fatto troppe promesse, ho un programma forse anche fin troppo generico, ma credo di aver trasmesso agli elettori una visione d'insieme di Gambolò e di ciò di cui ha bisogno, a partire da una maggiore visibilità sul territorio: è il terzo Comune lomellino dopo Vigevano e Mortara, deve anche attrarre più gente». Il sindaco, però, dice di voler tenere bene i piedi per terra, perché i Comuni non hanno molte risorse. «Il primo adempimento è il bilancio – aggiunge Galimberti –. Dobbiamo riuscire anche a ricevere più risorse utilizzando i bandi che possono portare fondi al Comune e invece sono stati persi in questi anni». @denis_artioli ©RIPRODUZIONE RISERVATA